I problemi della gestione terapeutica


Uno dei problemi principali nella gestione terapeutica delle Cefalea Tensiva e dell’Emicrania, che sono le cefalee primarie più comuni e diffuse, è da una parte l’enorme quantità di informazioni di ogni genere “in giro” – soprattutto su internet – e dall’altra l’enorme confusione che le stesse informazioni generano quando e se vengono acquisite.

Se a ciò aggiungiamo lo scarso aggiornamento dei professionisti sanitari, l’indifferenza delle istituzioni, le soluzioni fai-da-te,  l’influenza dei social media, alcune logiche di marketing e business sanitario a vari livelli, il propagarsi di miti e mode terapeutiche, l’impiego di modelli teorici esplicativi obsoleti, la questione diventa e di fatto è un caos enorme, con persone che girano anni provando di tutto e di più, spesso senza avere neanche ancora una diagnosi accertata e soprattutto senza saper cosa fare esattamente.

L’obiettivo del network multidisciplinare della Clinica del Mal di Testa è fare “chiarezza”, indicare servizi di valutazione e trattamento precisi e “sensati”, e aiutare a comprendere concetti semplici e veritieri – fino a prova contraria. Voglio educare o ri-educare al ragionamento su cosa si può ed è bene fare per coloro che soffrono certe condizioni, al fine di superare miti e paure che di fatto non solo limitano i miglioramenti ma peggiorano le condizioni cliniche.

Di seguito voglio dunque elencare una serie di considerazioni che aiuteranno coloro che soffrono delle forme più comuni di cefalea a considerare in modo diverso alcune cose facendo così attenzione nelle loro scelte future.

Manifesto delle verità terapeutiche dell’approccio CMDT


Per le cefalee primarie quali la Cefalea Tensiva e l’Emicrania non esiste oggi alcuna causa precisa o unica o “lesione primaria” o “pain generator site” (centro generatore del dolore) e di conseguenza non c’è alcun metodo magico né tecnica segreta unica curativa né alcun farmaco miracoloso definitivo. La cura della cefalea non è una pillola né può essere un’iniezione, ma è un percorso da compiere ben accompagnati in cui ogni passo è importante e di centimetro in centimetro, “poggiando bene i piedi” si va avanti e lontano.

La Cefalea Tensiva e l’Emicrania sono disturbi neurologici funzionali e non malattie. Non c’è alcuna lesione in testa, nessun danno o formazione maligna, nessun virus da debellare o batterio da uccidere. C’è un sistema nervoso che per ragioni evolutive e/o logiche genetiche o suscettibilità individuali funziona in modo diverso in certi momenti del quotidiano vivere, diventando più facilmente irritabile o “sensitizzabile” nei confronti di stimoli interni ed esterni a cui si è sottoposti, che variano da soggetto a soggetto, in tempi e modalità differenti.

Concetto di Cura: quando un paziente ricerca “una/la cura” per la Cefalea Tensiva o l’Emicrania è opportuno per il professionista sanitario domandare attentamente cosa lui/lei intende per cura. “Cura” nel senso di ricevere una pillola magica o fare un intervento chirurgico o prendere integratori naturali è una idea/convinzione che va modificata il prima possibile spiegando bene come funzionano certi meccanismi neurologici. Va da sé che tale spiegazione sarà anch’essa errata quando il professionista non è aggiornato al riguardo o a sua volta è convinto di una visione del mondo personale o di un modello teorico di una certa scuola , magari pure antiquato. Curare nel senso di “educare” e aiutare a individuare i fattori che influenzano negativamente o positivamente i meccanismi disfunzionali alla base della cefalea è il grande passo da compiere,terapeuticamente utile e d’aiuto.

Ascoltare: è stato dimostrato che ascoltare la storia di una persona che soffre di cefalea è la cosa migliore in primis che può fare e deve fare un professionista sanitario. Quindi mentre Tu che soffri di cefalea racconti la tua storia – e devi chiedere di poterla raccontare – Tu collega impara ad ascoltare e basta.

Ci sono le cefalee primarie e ci sono le cefalee secondarie, cioè forme di cefalea determinate da qualcosa di specifico. Quindi forme di cefalea in cui la causa è individuabile.

La cefalea cervicogenica , cioè di origine cervicale, esiste ed è la forma di cefalea secondaria più diffusa riconosciuta a livello internazionale medico. Esiste una batteria di test manuali con altissima specificità e sensibilità in grado di differenziare al 100% tale forma di cefalea dall’Emicrania e dalla Tensiva. Alcuni sintomi sono sovrapponibili a quelli dell’Emicrania. Una volta individuata tale forma, per la sua risoluzione è sufficiente la sola terapia manuale, senza elettromedicali, senza cerotti, senza farmaci, e con poche sedute (protocollo terapeutico secondo l’approccio CMT ).

Le Cefalee da disordine Temporo-Mandibolare esistono anch’esse, sono riconosciute a livello internazionale medico e odontoiatrico e per la loro risoluzione è sufficiente la sola terapia manuale, quindi senza terapie fisiche o bite etc (protocollo terapeutico secondo l’approccio CMT).

Le cefalee secondarie come la Cefalea Cervicogenica o da disordine Temporo-Mandibolare possono essere associate o “in comorbiditàcon forme di cefalea primaria. Tu che soffri di cefalea, puoi infatti avere più di una forma di cefalea. Secondo i criteri diagnostici internazionali – purtroppo – quando prevalgono sintomi caratterizzanti una cefalea primaria, si considera solo questa. Questa decisione nasce dall’assunto che se è presente una cefalea primaria, in virtù delle caratteristiche disfunzionali del sistema nervoso di coloro che soffrono tali disturbi, tutto il resto deriva da ciò. Per cui generalmente, quando un paziente emicranico lamenta anche dolori al collo, generalmente – ripetizione voluta apposta – il medico attribuisce tale sofferenza del collo all’emicrania stessa. Di conseguenza il collo viene spesso sottovalutato o ignorato.

E questo è un grave errore!

Soprattutto se il paziente riporta dolori al collo in periodi fuori dell’attacco di cefalea. Così come è possibile avere mal di testa e mal di pancia perché si è mangiato male o qualcosa di intollerante, allo stesso modo tu puoi avere una forma di cefalea primaria – diagnosticata dal medico – e avere dei problemi cervicali indipendenti. L’ “’iper-sensibilità” dei tessuti determinata dalla cefalea amplifica i sintomi cervicali ma ciò non vuol dire che di sottofondo non vi possa essere un problema di movimento, rigidità separati. Infatti oggi sappiamo bene anche dalla ricerca, che la presenza di disturbi cervicali o mandibolari è spesso associata all’emicrania e alla cefalea tensiva, peggiorando le condizioni (fattori di rischio muscolo-scheletrici ).

La Cefalea Tensiva è una cefalea primaria in cui gli stress psico-sociali e i muscoli (trigger points miofasciali) giocano un ruolo chiavesempre più confermato dalla scienza. La loro funzionalità va indagata accuratamente sempre: è stato dimostrato che la terapia manuale (tecniche di manipolazione, tecniche miofasciali e esercizi specifici) può aiutare molto (protocollo terapeutico secondo l’approccio CMT ).

L’Emicrania senz’aura è una cefalea primaria in cui fattori diversi e numerosi, in modo ciclico e soggettivo, giocano un ruolo irritativo importante. Disturbi metabolici o muscolo-scheletrici cervicali o mandibolarisono spesso associati e vanno dunque indagati e trattati il prima possibile, così come si richiedono esami del sangue o il controllo della pressione (protocollo terapeutico secondo l’approccio CMT ).

La Cefalea Tensiva e l’Emicrania senz’aura sono disturbi neurologici complessi che necessitano indagini multidisciplinari per valutare l’influenza che tanti fattori possono avere sulle evoluzioni adattive del sistema nervoso della persona affetta: a seconda dei casi occorre che ti sia valutato il sistema respiratorio, muscolo-scheletrico cranio-cervico-mandibolare, il sistema visivo (in particolare l’oculomotricità), vestibolare, cognitivo-comportamentale, psico-sociale, alimentare-nutrizionale, cardio-circolatorio (Clinica del Mal di Testa).

Per disfunzioni muscolo-scheletriche si intende che la persona presenta anche problemi di movimento o “mal-funzionamenti” o “funzionamenti svantaggiosi” a livello dei muscoli e articolazioni cervicali o temporo-mandibolari. Queste alterazioni quando sono mal-adattive, cioè svantaggiose per le attività quotidiane, sono in grado di facilitare e aggravare l’irritazione del sistema nervoso periferico e centrale, peggiorando la frequenza, durata e intensità degli attacchi e favorendo la cronicizzazione dei sintomi e disabilità e uso di farmaci; Ecco perché è importante valutare anche i muscoli e la capacità di movimento dei pazienti (cervicale e mandibola).

La conoscenza e comprensione dei meccanismi del dolore da parte della persona/paziente ha effetti terapeutici e il clinico dovrebbe provvedere a ciò senza usare linguaggi tecnici bensì usando metafore semplici. Va da sé che se il clinico stesso non conosce o non ha ben chiari tali meccanismi oppure è convinto di “altro”, la loro spiegazione sarà alterata e non utile. Peggio ancora sarà la trasmissione di sentenze lapidarie (“lei ha una malattia incurabile”, “lei ha problemi psicologici”, “non c’è nulla da fare” ) o l’insegnamento/spiegazione di modelli causa-effetto senza riscontro reale (“tutto dipende dalla posizione dell’atlante”, “il suo sistema energetico non è in asse”, “è la malocclusione” e tanto altro ancora).

Fatti spiegare come funziona il tuo corpo e il tuo sistema nervoso, e già starai meglio.

Perché ciò è importante? Perché è stato dimostrato che le convinzioni del paziente hanno un ruolo importante nell’evoluzione dei sintomi. Se la paziente crede che il suo mal di testa dipende – ad esempio – dall’occlusione perché gliel’hanno detto e/o anche il nuovo clinico che la valuta crede lo stesso e si opta per un trattamento al riguardo (e fin qui tutto logico e corretto) è appunto logico aspettarsi un certo risultato. Qualora ciò non avviene, significa che c’è stato un errore diagnostico e che occorre cambiare strada ( e fin qui abbastanza logico anche questo). Continuare invece ad insistere sull’occlusione e correzioni varie può aver senso? No. Quindi com’è possibile vedere pazienti che per anni hanno fatto le medesime cose, stesse terapie, utilizzato i medesimi presidi etc etc e nulla è mai cambiato anzi è pure peggiorato?

Questo è uno di tanti esempi e ATTENZIONE: l’aspetto occlusale è importante da valutare in base al contesto.[

TERAPIE: l’Osteopatia oggi in Italia è una pratica sanitaria praticabile solo da medici o altri professionisti sanitari. Assicurati che il tuo osteopata di riferimento sia prima di tutto anche un professionista sanitario e dunque non faccia un lavoro la mattina e la sera faccia l’osteopata; stessa cosa col medico o con l’odontoiatra o il fisioterapista: assicurati siano veramente tali (esistono degli ordini o associazioni nazionali in cui verificare ciò). Oppure se scegli comunque di affidarti a “qualcuno/a”, poiché è a tuo rischio e pericolo, almeno chiedi il minimo del minimo dei costi, male che va, avrai “speso poco”.

Idem se ti alleni: assicurati che l’istruttore sia un laureato in scienze motorie e un trainer formato/certificato, non una persona che da ragazzo/a faceva sport, si allenava e ora poiché ha il fisico e ha partecipato 2 volte a un super raduno del Wellness, ha deciso di insegnarti come allenarti e ti prescrive pure la dieta.

 

Mentre aspetti che i miglioramenti della tua condizione arrivino per grazia ricevuta o da qualcuno, intanto vieni a trovarci e a fare quattro chiacchiere con qualcuno della Clinica del Mal di Testa (contatti).

Quando decidi di avere e mantenere miglioramenti nel tempo, significa che hai deciso di partecipare in modo attivo e responsabile, modificando ove possibile abitudini di vita e schemi comportamentali peggiorativi. Fantastico! Sei sulla strada della vittoria. Cambiare uno stato significa fare e agire in modo doverso: modificare abitudini, l’alimentazione (emicrania e dieta chetogenica) e fare esercizio fisico – ad esempio – possono essere una grande “medicina” (emicrania e esercizio fisico).

La gestione delle tensioni emotive stressanti può essere solo contenuta dai farmaci. Occorre considerare che esistono numerosi altri approcci validi in grado di aiutare in questo senso come ad esempio: il training autogeno, l’ipnosi, la mindfulness , l’esercizio aerobico controllato, la meditazione etc. Fare uno di queste cose è una pratica normale in altri paesi. Non è questione di essere trendy o cool per partecipare né tantomeno averne timore, né soprattutto pensare siano cose per pochi eletti.

Il sollievoconseguente all’applicazione di qualsiasi tecnica passiva – dal massaggio thai, a quello miofasciale, alle manipolazioni articolari osteopatiche, chiropratiche e fisioterapiche –  è di tipo temporaneo e aspecifico locale e globale. Più ne fai e più facilmente puoi abituarti e dunque, ad un certo punto, avranno solo un effetto psicologico che può far comunque bene ma alla lunga può diventare anche negativo. Così come accade per i farmaci, più ne usi – magari anche male – e più aumenta la tua resistenza ad essi e quindi la loro inefficacia.

Gli effetti terapeutici della terapia manuale sia essa fisio, chiro o osteo sono di tipo meccanico e neurofisiologico a vari livelli del sistema nervoso, ma soprattutto – ricorda – sono effetti limitati e temporanei. La terapia manuale ti aiuta a realizzare che i tuoi sintomi possono essere modulati velocemente – quando ad esempio sperimenti subito una riduzione o addirittura l’eliminazione di essi –  quindi ti aiuta a cambiare opinione rispetto alla tua visione del dolore e ti dimostra che la tua capacità di movimento e di carico è modulabile e migliorabile (Terapia Manuale secondo l’approccio CMT).

Tutto ciò che ti rilassa può aiutarti al momento a sentire sollievo ma non è la cura di alcunché. La capacità di gestire efficacemente giorno dopo giorno la sfera psico-emotiva e le tensioni eccessive è un esercizio della mente che va allenata così come si fa con i muscoli del resto del corpo. Per stare meglio rispetto alla condizione attuale o bene in generale, occorre decidere di voler star bene e fare attivamente tutto ciò che può aiutare in questo senso.  I rimedi passivi possono avere benefici effimeri e passivi appunto. Il dolore è un opinione che il tuo cervello elabora interpretando delle informazioni che possono essere reali o virtuali, abnormali o normali. Qualsiasi sintomo è un giudizio, la risposta pronunciata quando il tuo sistema nervoso ha deciso che una cosa è pericolosa o una minaccia per la tua salute. Noi possiamo modificare in meglio questi processi e aiutarti a riconcettualizzare l’esperienza dei tuoi sintomi.

Il più grande freno al tuo miglioramento sei tu stesso/a.

Le infiltrazioni di anestetici o tossine varie sono rimedi sintomatici e temporanei con ben pochi risultati positivi perché cercano di “spegnere” solo la trasmissione nervosa che proietta i sintomi in una determinata area. E’ come una presa difettosa. Ogni tanto la luce salta. Loro staccano la spina e la luce, non accendendosi più, non salta più. Ma la presa resta difettosa.Quando domani rimetti un’altra spina, di un un’altra lampada, ecco che questa risalta.  Quando , ad esempio, di sottofondo sono presenti “disfunzioni miofasciali” cervicali che irritano i nervi stessi, anche se “spegni” la conduzione nervosa per 3 mesi ma non migliori opportunamente la funzionalità miofasciale, i muscoli “mal-funzionanti” restano là e continueranno a irritare e i sintomi torneranno – classico problema di chi fa terapie infiltrative e continua o riprende ad avere sintomi (Perchè il dolore alla testa).

Spesso i professionisti del settore usano modelli esplicativi causa-effetto con relative immagini che purtroppo possono creare dipendenze terapeutiche più o meno efficaci. Per tale motivo è bene che tu sappia e te ne faccia una ragione seria che le tecniche manuali di qualunque tipo NON sciolgono “nodi” o “nervi accavallati”, NON rimettono dentro le ernie, NON rompono aderenze, NON “allisciano” tessuti fibrotici (cicatrici), NON spostano ossa craniche, NON raddrizzano articolazioni fuori-asse o “bacini storti”, NON riequilibrano posture, insomma non possono modellarti strutturalmente come se fossi pongo o un pupazzetto Lego.

Le tecniche manuali mobilizzano, cioè “smuovono” tanti tessuti con un’azione-effetto meccanico, microcircolatorio e neurovegetativo, e stimolano un network di recettori e circuiti elettro-chimici nervosi sia periferici, sia spinali (midollo) che corticali (cervello). La Terapia Manuale, in generale, che sia quella del “cinese” o del Prof. dell’ultima ora,  stimola comunque il tuo sistema nervoso a vari livelli con effetti più o meno benefici. Quando è comunicata ed eseguita  dove e come serve, è in grado di modulare in meglio le tue percezioni sensoriali e le tue convinzioni/memorie, e migliorare le tue abilità di carico e movimento (Terapia Manuale secondo l’approccio CMT). Allora e per questo si chiama Ri-Abilitazione.

La postura ideale non esiste, è un’invenzione umana che ha la stessa valenza del famoso e triste detto “il nuoto fa bene” (finalmente dimostrato il contrario). Esistono posizioni e movimenti, e dunque tante posture, ma soprattutto esistono capacità di carico individuali in grado, o meno, di adattarsi a certe richieste e sollecitazioni. Muoviti bene e muoviti spesso. Muoviti esplorando. 

Considera che ogni terapia proposta si basa su una visione del mondo e su modelli teorici appresi dal professionista di riferimento. Comprendi bene quanto sia importante che il tuo professionista:

A) sia aggiornato sulle novità neuro-scientifiche

B) abbia esperienze diverse al riguardo, positive e negative.

L’elettroschock non si fa più e nel resto mondo si usano ¼ delle terapie fisiche che si fanno in Italia. Questo la dice lunga sulla cultura “del rimedio passivo” dei pazienti e dei professionisti.  La Clinica del Mal di Testa vuole sottolineare e diffondere come routine la considerazione del ruolo di alcuni fattori muscoli-scheletrici in associazione con la cefalea tensiva e l’Emicrania (Clinica del Mal di Testa).

Secondo il principio di Occam, evviva la semplicità e la sinteticità: “non moltiplichiamo subito gli elementi più del necessario”. Considerando la già nota complessità del sistema “uomo”, il mio consiglio è  partire sempre da considerazioni semplici. Un detto popolare recita “se assomiglia a un cane, cammina come un cane, odora come un cane, abbaia come un cane..beh è un cane”: se per esempio, il paziente ha ANCHE clinicamente tutte le caratteristiche di un problema muscolare, riferisce dolori di tipo muscolare e i muscoli alla palpazione producono i suoi sintomi, beh il suo problema molto probabilmente e semplicemente è ANCHE, o forse SOLO, muscolare!

Richiedi al tuo professionista di essere semplice, perché c’è sempre tempo per interventi complessi e conseguenze altrettanto complesse – quando le cose non vanno come devono andare.

Repetita iuvant: tu decidi di stare meglio, tu decidi di agire per il meglio. Noi ti aiutiamo e supportiamo in questo.

LE NOSTRE SEDI