La TNE – Educazione Terapeutica Neuroscientifica del Dolore

La TNE (Educazione Terapeutica Neuroscientifica del Dolore) è un moderno approccio terapeutico che attraverso domande e risposte nonché esercizi ti permette di acquisire e comprendere conoscenze specifiche con effetto terapeutico sul tuo sistema nervoso.

Questa forma di terapia viene già ampiamente praticata all’estero. In alcuni paesi e’ normale effettuare delle sedute in cui parlare di dolore, capire cosa sia e come funziona. Anche noi ora facciamo questo. Con domande, disegni, esercizi, esempi ti spieghiamo e dimostriamo che dolore non significa sempre lesione o danno di qualcosa e che le spiegazioni classiche che hai ricevuto o senti in giro (“hai il disco fuori posto”, “hai dolore perché hai l’ernia o la protrusione”, “hai dolore perché i muscoli son tesi” etc etc) sono false e pericolose.

Soprattutto ti aiutiamo a comprendere che il dolore è una semplice risposta, un’opinione che il tuo cervello elabora nei confronti di segnali interpretati come pericolosi – ma non vuol dire che lo siano – in un certo momento della tua vita.

Quando tocchi un vestito,  o guardi il cellulare o ascolti una canzone tu sai bene che queste percezioni derivano da specifici sensori che hai nel corpo, giusto? Ci sono i sensori (recettori) tattili, visivi, auditivi etc. Grazie a loro tu sperimenti varie sensazioni che possono diventare percezioni reali una volta arrivate al cervello. Ma non tutto arriva là in cima. Ci sono vari “filtri” che decidono quali informazioni il tuo sistema nervoso deve prendere in considerazione e quali no.

Tu sicuramente hai un indirizzo email o un account facebook. Ecco pensa al “filtro anti spam” della tua posta elettronica o al sistema filtri del tuo diario facebook e avrai un’immagine precisa di tali meccanismi interni che ognuno di noi ha. Questo sistema di filtraggio ti permette di modulare le tue sensazioni e percezioni relative, dolore incluso.

Ebbene oltre a questo sistema di filtri, la bella notizia è che nel tuo corpo NON esistono recettori del dolore! Fantastico vero? E dunque come è possibile provare dolore ti starai chiedendo?

Sensibilità e pensieri

E’ tutto un gioco di sensibilità nervosa, interpretazioni e convinzioni. Tu lo sai che quello in cui tu credi, le tue memorie passate, il tuo stato d’animo, quello che assumi come farmaci, quello che mangi, quello che fai come attività, quello che ti dicono, quello cha hai sentito dire, quello che leggi,  quello che ti succede intorno insomma tutto influenza la sensibilità dei tuoi nervi e contribuisce a definire il modo in cui percepisci certe sensazioni e come “decidi” di provare dolore? E’ affascinante  e “nuovo”, lo so.

Il dolore è un’esperienza cosciente, il danno tissutale un’esperienza che può essere anche subcosciente. Tu puoi avere una lesione o una degenerazione e non accorgertene né sentire dolore e ora ti dimostro come.

Ti sei mai accorta/o per caso di avere un livido? Immagino di si. Il livido per quanto piccolo è una lesione, giusto? C’è del sangue che è uscito e c’è un tessuto – la pelle o un muscolo – che si è danneggiato perchè magari hai preso una botta. Te ne sei accorta “per caso”, davanti allo specchio o perché qualcun altro te lo ha fatto notare. Quindi non hai sentito dolore eppure una lesione ce l’avevi. Anzi forse provi dolore ora che l’hai scoperto!

Come è possibile?

E’ possibile perché non tutti i “danni o lesioni” diventano dolore. Perché il tuo cervello decide cosa è pericoloso e cosa va preso in considerazione e segnalato.

Il pensiero “ho dolore quindi è sicuro che c’è qualcosa che è danneggiato o rotto o malato” è appunto un pensiero, una convinzione automatica errata, alimentata ancora oggi da una cultura sanitaria molto molto arretrata.

Quando hai mal di testa, una delle domande principali che ad esempio io faccio durante l’anamnesi è “Cosa pensi stia accadendo nella tua testa?” “Quale pensi sia la causa della tua condizione?” Queste domande hanno una sola risposta – che varia tantissimo da persona a persona – ma la sostanza è uguale per tutti. Vuoi sapere qual è?

La risposta è la TUA convinzione al riguardo. Non è giusta o sbagliata. E’ la tua visione di ciò che sta accadendo. E questa visione si basa sulle tue esperienze precedenti e sulle conoscenze acquisite, e può essere influenzata molto negativamente da quello che altri ti dicono o che hai sentito.

Sintomi come allarmi

Qualsiasi sintomo è un’allarme che il tuo sistema nervoso accende e fa suonare in determinati momenti. I tuoi nervi fanno tante cose e funzionano anche e soprattutto come un sistema d’allarme appunto. Quando scatta la sirena è perché qualcosa è già successo. Tutto ciò è NATURALE e “BENEFICO”, è il tuo corpo ti sta dicendo “Ok attenzione!”.

In base alla situazione questa sirena potrebbe anche non suonare o spegnersi subito. Se ad esempio prendi una “storta” alla caviglia in mezzo alla strada ma c’è un camion che ti sta arrivando addosso è molto probabile che tu non percepisca nulla e anzi potresti fare un salto incredibile per salvarti o iniziare a correre come fossi un atleta.

Se ad esempio hai mal di testa ma al tempo stesso hai una riunione fondamentale al lavoro o devi portare tuo figlio in ospedale, quell’attacco può sparire nel nulla.

Il tuo sistema di allarme, cioè il tuo sistema nervoso, così come si accende, naturalmente si spegne. In alcuni casi quello che può succedere è che il sistema resti invece “acceso” o continui a suonare più a lungo di quello che dovrebbe. E questo è ciò che non va bene MA che tu puoi regolare.

Le persone con cefalea tensiva o emicrania hanno un sistema d’allarme molto facile da accendere, che ci mette molto a spegnersi e che necessita di più aiuti per essere regolato al meglio.

Per questo motivo è importante capire perchè il dolore alla testa , comprendere bene tali meccanismi e individuare tutti quei fattori che di persona in persona facilitano l‘allarme. Perché su questi si può e si deve intervenire.

I fattori più comuni e diffusi in grado di disturbare e “accendere” tale allarme o mantenerlo acceso più a lungo, ci sono: i disturbi della cervicale e mandibola, i disturbi del sonno, diete e nutrizione svantaggiose, il distress (cioè lo stress eccessivo nocivo), l’ansia, la depressione, il fai-da-te con i farmaci, la sedentarietà o la scarsa e non corretta attività fisica, il pessimismo, convinzioni distorte, credenze popolari, la paura, quello che ti dicono e come te lo dicono.

Fai attenzione dunque e ragiona. Su questi aspetti è fondamentale intervenire per gestire al meglio la tua condizione e migliorare la qualità della vita seriamente e veramente.

Leggi la prima parte dell’articolo qui https://www.clinicadelmalditesta.it/cefalea-nuova-terapia/

Per comprendere meglio puoi scaricare questo semplice workbook-educativo-scienza-del-dolore-by-greg-lehman

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