Diagnosi e modelli pato-anatomici

Questo articolo è per te che convivi con la cefalea e riguarda una novità terapeutica riabilitativa di cui sentirai parlare sempre più in futuro.

Ti interessa conoscere una terapia nuova per stare meglio? Credo di si.

Tu vai dal medico o da un altro professionista sanitario, un fisioterapista o un’osteopata o una naturopata etc per esempio, perché hai dolore giusto?

Immagino che spesso ti sia stato detto e tu abbia ascoltato o visto come è fatta una colonna vertebrale, cosa sono i dischi intervertebrali, le ernie o le protrusioni, la postura ideale, le catene miofasciali, o forse ti è stato spiegato proprio che la causa del tuo dolore era il disco fuori posto o l’artrosi o il tendine infiammato o le alterazioni posturali etc etc giusto?

Magari dopo una “bella rapida” visita ti è stata diagnosticata proprio una “sindrome posturale”, o una “cervicalgia” o una “lombalgia”, che tradotto in termini normali o “popolari” significa “dolore posturale indefinito” o “dolore alla cervicale o alla lombare”, praticamente quello che già sapevi e che i tuoi amici o parenti già ti avevano detto giusto?

Ammettiamolo, spesso fare una visita per sentirsi dire delle ovvietà, con terminologie vaghe e generali dunque inutili, è abbastanza frustrante.

Magari la visita è pure durata poco e senza neanche essere esaminati manualmente. E soprattutto, con una “diagnosi” così generica, il relativo generico trattamento medico o riabilitativo che ti viene prescritto, quanto pensi possa essere sensato?

La cosa importante da segnalare è che:

nessuno ti ha mai parlato o ti parla di cosa sia o come funzioni il dolore che senti e per il quale cerchi aiuto, giusto?

Hai ragione. E’ vero. Purtroppo noi professionisti sanitari riceviamo una formazione di base molto teorica, che ci insegna a ragionare poco e soprattutto ci insegna a farlo in termini esclusivamente anatomici o pato-anatomici. Cosa significa?

Significa che quando hai un disturbo muscolo-scheletrico e domandi “cosa ho? Qual è la causa del mio problema?”, le risposte sono “lei ha un disco rotto”, “i suoi dischi sono ammortizzatori e si sono scaricati”, “lei ha delle ernie che comprimono”, “lei ha una protrusione”, “un bacino storto”, “la sua è postura sbagliata”, “ha una gamba più lunga”, “le sue vertebre non sono allineate”, “ha una mal-occlusione”, “lei ha un menisco ballerino”, “un’asimmetria facciale”, “le sue fasce sono incollate”, “lei ha aderenze” etc etc.

Questi sono esempi di spiegazioni causa-effetto secondo un modello pato-anatomico: hai dolore alla schiena perché hai il bacino storto o una protrusione. Hai la cefalea perché le vertebre non sono allineate o i denti sono storti. Per fortuna la verità e realtà è ben diversa. La cosa preoccupante, però, è che per queste cause “così supposte” vengono prescritti i rimedi. E tu magari hai fatto le terapie indicate e nulla è cambiato, o è durato poco, anzi è peggio perché ora “credi” che il bacino non sia “raddrizzabile” o le vertebre “non riallineabili”, che i muscoli siano “deboli e non si rafforzano”, o che siano troppo tesi e non si rilassano. E così via. Ognuno dice la sua.

E quindi? E quindi così hai più paura e ti aumenta l’ansia e la rabbia nonché la sfiducia e magari anche un po’ di depressione.  E continui a fare terapie, fai test, esami e passi da un professionista all’altro e spendi tempo e soldi. Giusto?

 

Le parole possono far male o bene

Ebbene è tempo che tu sappia che le parole possono avere un potere terapeutico positivo o fare invece male. La spiegazione della tua condizione ha un effetto importante che può aiutarti a stare meglio o peggio. Usare descrizioni e spiegazioni anatomiche oggi non ha più senso, ed è stato dimostrato essere inutile e spesso controproducente.

Questo ovviamente lo sanno solo i professionisti sanitari aggiornati che hanno avuto il coraggio di abbandonare “vecchie” e facili teorie. Per noi è importante che tu sappia che queste spiegazioni anatomiche sono contro-produttive per te. Fanno male. Creano nocebo, cioè aumentano il tuo pessimismo e le reazioni negative. E creano dipendenza terapeutica.

Ti sei domandata/o perché devi fare un ciclo da 10 + un altro da 10 e così via, facendo 5 cose diverse che magari sono le stesse cose che fa un’altra persona con un altro problema?

Insomma avrai ormai ben capito che in Italia più roba fai più qualcuno ci guadagna, giusto? Se hai un ‘assicurazione e/o vivi in Svizzera o altri paesi esteri dove tutta la spesa o più della metà te la paga lo stato, pure pure, ok.

Altrimenti fai molta attenzione e comincia a ragionare bene su quello che ti viene proposto, perchè tu vivi in Italia giusto?

La TNE (Educazione Terapeutica Neuroscientifica)

Per fortuna la parole possono creare anche benefici.

Ebbene eccoti la novità: la TNE, Educazione Terapeutica Neuroscientifica del Dolore.

Ne hai mai sentito parlare? Purtroppo noi del mestiere conosciamo la risposta: No – almeno in Italia.

Cosa è? E’ una forma di terapia educativa. Attraverso domande, risposte ed esercizi impari a conoscere e capire come funziona il tuo corpo e in particolare il tuo sistema nervoso. Questo ha un effetto terapeutico, diminuisce le tue paure e ansie e fa parte dei “moderni” percorsi terapeutici soprattutto se hai dolori e disabilità da molto tempo.

Noi “terapisti moderni” siamo i primi a praticarla perché ci teniamo a essere etici e onesti da subito, a fare una prognosi senza illusioni, a fare una differenza sensata. Noi vogliamo renderti più forte psico-fisicamente e “sanitariamente” auto-gestibile nel lungo periodo. Ti indichiamo la strada per ottenere questo e stare meglio. Perché di una cosa devi renderti conto: si può stare meglio, molto meglio. Sempre e comunque. Ma tu devi fare delle scelte, comprendere delle “verità” e agire in un certo modo.

Considera che la maggior parte dei disturbi muscolo-scheletrici è aspecifica, cioè una causa “specifica” appunto non è identificabile perché i tessuti del corpo sono tanti e connessi gli uni agli altri in modo complesso, ma soprattutto i meccanismi dell’esperienza dolorosa possono essere completamente indipendenti dallo stato di salute del tuo corpo.

Il dolore è un’esperienza umana, cosciente e senza di esso avremmo grandi difficoltà a sopravvivere. Provare dolore è naturale e necessario! Vivere nel dolore non è normale né utile.

Tu vai da un professionista sanitario perché hai dolore giusto? E ti interessa sapere perché hai dolore giusto?

Bene allora il tuo terapista deve aiutarti a conoscere e comprendere in modo semplice – cioè senza tecnicismi – la biologia e fisiologia del dolore appunto! Deve educarti su di esso. Ciò è già terapia. Ti fa bene. Ti aiuta a stare meglio. E non si tratta delle spiegazioni anatomiche e pato-anatomiche tipiche della maggior parte degli ortopedici, fisiatri, fisioterapisti, osteopati, chiropratici etc che son state dimostrate non essere in grado di aiutarti ma anzi, peggio ancora, son in grado di creare o aumentare le tue paure, la tua ansia, le tue credenze errate che impattano negativamente la tua condizione e la peggiorano.

Certo a qualcuno fanno comodo perché creano “dipendenza terapeutica”.

Le tecniche di Educazione Neuroscientifica e gli esercizi relativi ti aiutano nel senso opposto.

Questo approccio cognitivo ti aiuta a riflettere e considerare in modo nuovo la tua condizione e i tuoi sintomi,  e ti rende indipendente nella gestione delle tue esperienze dolorose. Per questo motivo noi la utilizziamo.

Con la tua approvazione e insieme a te, noi facciamo 2 cose:

  1. prima ti “de-educhiamo” cioè ti aiutiamo a comprendere perché certi modelli pato-anatomici di causa-effetto non sono la realtà, ma anzi sono pericolosi.
  2. poi ti “re-educhiamo” cioè analizziamo insieme come funziona il tuo sistema nervoso e  ti aiutiamo a capire cosa e come puoi fare per stare meglio attraverso esempi, disegni, domande.

E’ stato dimostrato che anche tu, senza essere un professionista sanitario, puoi apprendere certe nozioni e ri-concettualizzare la tua idea di dolore o degli altri sintomi da te percepiti. In questo modo TU da sola/o puoi ridurre subito l’intensità di tali sintomi, la paura nel fare le cose, l’ansia e lo stress collegati e soprattutto puoi riattivare quei meccanismi neurali interni che ti danno sollievo e ti rafforzano.

Se tutto ciò ti interessa , fantastico! Sei sulla strada giusta per stare meglio! Se invece non ti interessa, beh la strada la conosci già: è tutto quello che hai fatto e continui a fare nella speranza vana di trovare la tecnica, la pillola, la bacchetta magica che ti cambi tutto una volta per sempre.

Leggi la seconda parte qui https://www.clinicadelmalditesta.it/cefalea-nuova-terapia-2/

Se tutto ciò ti interessa vai qui: https://www.retrainpain.org/italiano

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