Cos’è la Cefalea tensiva

La Cefalea Tensiva o, più correttamente, la Cefalea di Tipo Tensivo è un disordine neurologico doloroso comunemente riscontrato nella pratica clinica e sperimentato da praticamente ogni essere umano ad un certo punto della sua vita. E’ una condizione la cui gestione è estremamente difficile, particolarmente nella sua forma cronica. Questo tipo di cefalea primaria infatti causa livelli di disabilità individuale molto importanti.

La cefalea di tipo tensivo è la forma più comune al mondo perché interessa la metà delle persone che soffrono di mal di testa. La sua patogenesi resta ancora sconosciuta e per questo viene classificata come cefalea primaria proprio perché i fattori causativi non sono chiari.

La caratteristica predominante è la presenza di tenderness pericraniale cioè tessuto muscolare rigido e ipersensibile alle stimolazioni meccaniche che diventano dolorose. Studi riportano che questa dolorabilità è diffusa in modo uniforme a livello della testa e cervicale, con muscoli e tendini dolenti in modo bilaterale. Ad oggi una causa-effetto tra tenderness e cefalea tensiva cronica non è stata stabilita. Uno studio longitudinale di 12 anni per la prima volta ha dimostrato che tale tenderness è una conseguenza e non un fattore di rischio.

Oggi esiste oggi una chiara evidenza scientifica sul ruolo eziologico dei trigger points miofasciali nella cefalea tensiva.

 mal di testa cefalea

 

Cosa sono i Trigger points Miofasciali

I Trigger Points Miofasciali sono aree iperirritabili e ipersensibili all’interno di fibre tese muscolari. Quando vengono stimolate meccanicamente con palpazione o tecniche specifiche ( manuali o ad esempio il dry needling o tecnica di “puntura a secco”) rispondono con dolore o sensazioni riferite a distanza dall’area. Si classificano in:

  • Trigger Points Attivi quando riproducono sintomi sensitivi e motori riconosciuti dal paziente come familiari o usuali. Questo può verificarsi spontaneamente o dietro provocazione meccanica (con pressioni, posture, movimenti). E’ importante ai fini diagnostici che vengano riprodotti in toto o in parte i sintomi del mal di testa del paziente.

  • Trigger Points Latenti quando, al contrario, non riproducono sintomi in modo spontaneo ma solo con forti provocazioni meccaniche. I sintomi inoltre non sono riconosciuti dal paziente come i suoi sintomi usuali.

Diversi studi clinici condotti da gruppi di ricerca vari hanno dimostrato la prevalenza di Trigger Points Attivi nella cefalea tensiva nei muscoli: sub occipitali (65% dei casi), trapezio superiore (60-70%), obliquo superiore (86% dei casi), sternocleidomastoideo 60-70%), temporali e retto laterale. Nella cefalea tensiva cronica la presenza di tali aree con trigger points attivi comporta  intensità più severa del mal di testa, durata e frequenza più lunghe .

Secondo un modello scientifico recente, i trigger points attivi in quei muscoli innervati dai segmenti cervicali superiori (C1-C3) e dal nervo trigeminale, sono fonti di nocicezione periferica (cioè stimolazione provocativa a livello dei tessuti periferici) che irritano il sistema nervoso ipersensibilizzandolo.

Clinicamente questo si traduce in dolori e mal di testa spontanei, più intensi, più frequenti, di durata maggiore, con alterazioni della sensibilità cutanea normale (stimoli normali diventano provocativi: esempio, pettinarsi i capelli o l’aria condizionata diventano provocativi). 

La tenderness pericraniale locale riscontrata durante le valutazioni manuali sarebbe dunque una conseguenza, mentre i trigger points sarebbero la causa principale, ma non l’unica, del mal di testa. Questo modello necessita di future conferme e verifiche ma trova per ora un ampio consenso. Trattando i muscoli con le aree trigger, le persone stanno molto meglio!

Inattivare i trigger points attivi significa ridurre tale sensibilizzazione periferica e centrale, migliorando i tuoi sintomi: mal di testa meno frequenti, meno intensi e di minor durata oppure la loro scomparsa completa!”

I trigger points non sono presenti solo nella cefalea tensiva ma anche nell’emicrania e nella cefalea a grappolo. Considerando il loro ruolo “irritante” , la loro presenza dovrebbe sempre essere valutata. 

Esistono numerose possibilità di intervento per il trattamento dei trigger points. Le migliori sono: il dry needling, laser terapia, e terapie manuali (tecniche di compressione ischemica, tecniche neuromuscolari, post isometric relaxation, reciprocal inhibition, stretching, manipolazioni articolari, muscle energy technique, strain counter strain) e sopratutto l’esercizio allenante specifico!

I pazienti con cefalea tensiva o emicrania possono avere benefici e miglioramenti clinici significativi con un approccio multimodale come quello offerto dalla Clinica del Mal di Testa che combina terapia medica con la terapia manuale articolare, con quella muscolare ed esercizi specifici.

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