39 327 4784284

Cos’è la Cefalea tensiva

La Cefalea Tensiva (Tension Type Headache TTH) è un disordine neurologico doloroso comunemente riscontrato nella pratica clinica e sperimentato da praticamente ogni essere umano ad un certo punto della sua vita. E’ una condizione la cui gestione è estremamente difficile, particolarmente nella sua forma cronica. Questo tipo di cefalea infatti causa livelli di disabilità individuale molto importanti.

Globalmente la percentuale di persone affette da mal di testa sono il 10-15% per emicrania, il 38%-42% per cefalea tensiva e il 3% cefalea cronica quotidiana.

E’ la forma più comune al mondo, quella con l’impatto socio economico più importante. La sua patogenesi resta ancora sconosciuta. E’ classificata infatti come Cefalea primaria proprio perché i fattori causativi non sono ancora chiari.

L’elemento prominente in tale forma di Cefalea, in particolare in quella cronica, è la presenza di tessuto muscolare ipersensibile al dolore se stimolato meccanicamente : la tenderness (dolorabilità) pericraniale. Studi riportano che questa dolorabilità è diffusa in modo uniforme a livello della testa e cervicale, con muscoli e tendini dolenti in modo bilaterale. Ad oggi una causa-effetto tra tenderness e cefalea tensiva cronica non è stata stabilita. Uno studio longitudinale di 12 anni per la prima volta ha dimostrato che tale tenderness è una conseguenza e non un fattore di rischio.

Oggi esiste oggi una chiara evidenza scientifica sul ruolo eziologico dei trigger points miofasciali nella cefalea tensiva.

 mal di testa cefalea

 

Cosa sono i Trigger points Miofasciali

I Trigger Points Miofasciali o Punti Grilletto Miofasciali sono aree iperirritabili e ipersensibili all’interno di fibre tese muscolari. Quando vengono stimolate meccanicamente con palpazione o tecniche specifiche ( manuali o ad esempio il dry needling o tecnica di “puntura a secco”) rispondono con dolore o sensazioni riferite a distanza dall’area. Si classificano in:

  • Trigger Points Attivi se spontaneamente o dietro provocazione meccanica (con pressioni, posture, movimenti) riproducono sintomi sensitivi e motori riconosciuti dal paziente come familiari o usuali, dunque vengono riprodotti in toto o in parte i suoi sintomi, cioè il suo mal di testa.

  • Trigger Points Latenti se, al contrario, non riproducono sintomi in modo spontaneo ma solo con forti stimolazioni meccaniche. I sintomi inoltre non sono riconosciuti dal paziente come i suoi sintomi usuali.

Diversi studi clinici condotti da gruppi di ricerca vari hanno dimostrato la prevalenza di Trigger Points Attivi nella cefalea tensiva nei muscoli: sub occipitali (65% dei casi), trapezio superiore (60-70%), obliquo superiore (86% dei casi), sternocleidomastoideo 60-70%), temporali e retto laterale. I pazienti con cefalea tensiva cronica che hanno questi trigger points attivi hanno dimostrato avere un’ intensità più severa del mal di testa, durata e frequenza più lunghe in confronto ai medesimi pazienti con Trigger Points Latenti.

Combinando scienza di base e clinica, è stato formulato un modello aggiornato di spiegazione eziopatogenica per Cefalea Tensiva. Secondo tale modello, i trigger points attivi, in quei muscoli innervati dai segmenti cervicali superiori (C1-C3) ed il nervo trigeminale, sarebbero i responsabili di una nocicezione periferica (cioè stimolazione provocativa a livello dei tessuti periferici) che a sua volta produrrebbe una irritazione continua (sensitizzazione) del tronco encefalico (nucleo trigeminale caudale più nuclei cervicali) con conseguente “ipersensibilizzazione” del sistema nervoso centrale.

Clinicamente questo si traduce in : dolori e mal di testa spontanei, più intensi, più frequenti, di durata maggiore, con alterazioni della sensibilità cutanea normale (stimoli normali diventano provocativi: esempio, pettinarsi i capelli o l’aria condizionata diventano provocativi) 

La tenderness locale riscontrata durante le valutazioni manuali sarebbe dunque una conseguenza, mentre i trigger points sarebbero la causa principale, ma non l’unica, del mal di testa. Questo modello necessita di future conferme e verifiche ma trova per ora un ampio consenso.

Sulla base dei dati oggi disponibili sembra che la nocicezione proveniente dai trigger points miofasciali promuova e perpetui la sensibilizzazione centrale nei soggetti con cefalea tensiva.

Inattivare i trigger points attivi significa ridurre tale sensibilizzazione periferica e centrale, migliorando i tuoi sintomi: mal di testa meno frequenti, meno intensi e di minor durata oppure la loro scomparsa completa!”

I trigger points non sono presenti solo nella cefalea tensiva ma anche nell’emicrania e nella cefalea a grappolo. Considerando il loro ruolo “irritante” , la loro presenza dovrebbe sempre essere valutata.

Esistono numerose possibilità di intervento per il trattamento dei trigger points. Le migliori sono: il dry needling, laser terapia, e terapie manuali (tecniche di compressione ischemica, tecniche neuromuscolari, post isometric relaxation, reciprocal inhibition, stretching, manipolazioni articolari, muscle energy technique, strain counter strain).

I pazienti con cefalea tensiva o emicrania possono avere benefici e miglioramenti clinici significativi con la terapia dei trigger points. Evidenze scientifiche recenti confermano che un approccio fisioterapico multimodale come quello offerto dalla Clinica del Mal di Testa a Roma in via Campania 37A, che combina la terapia manuale articolare, con quella muscolare ed esercizi è un intervento appropriato e sicuro per questi pazienti.

Cosa può fare la fisioterapia

Lo puoi approfondire leggendo l’articolo correlato “Terapia manuale

 

Testa il tuo mal di testa

TROVA IL CENTRO PIÙ VICINO A TE