Introduzione

Il Mal di Testa o Cefalea è una condizione patologica che affligge in varie forme e misure bambini, ragazzi, adulti ed anziani, sia maschi che femmine. I costi emotivi, sociali e psicologici, le conseguenze sulle prestazioni scolastiche e lavorative, nonché il danno e il peso nelle relazioni affettive familiari, tra amici e colleghi, sono enormi. Il grande business incentrato sul mercato degli anticefalalgici (antidolorifici e antinfiammatori) con pubblicità continue su  riviste e televisione, è una chiara testimonianza dell’ampiezza della problematica. A questo va aggiunto il fatto che la maggior parte delle persone ricorre al fai-da-te per lungo tempo, favorendo la cronicizzazione del problema con conseguenze peggiori.

Inoltre va considerato che:

la maggior parte delle visite diagnostiche è svolta da personale sanitario non adeguatamente specializzato né aggiornato, con la conseguenza che il problema della diagnosi e cura della Cefalea è enorme e molto complesso.

Il 47% della popolazione mondiale – cioè praticamente la metà – soffre di una qualche forma di mal di testa in questo momento.

I dolori del collo o rachide cervicale sono al quarto posto nella classifica mondiale delle cause di disabilità funzionale e lavorativa. I disturbi del rachide cervicale affliggono quasi ogni essere umano, in diversi momenti della vita e sono una delle cause più comuni di richiesta di cure, di assenze lavorative, di aumento costi sociali e di altre conseguenze sociali importanti.

Sebbene molti episodi possano risolversi anche spontaneamente, il 50% delle persone che hanno avuto un attacco acuto di dolore cervicale continueranno ad avere problemi e recidive.

Il dolore cervicale è un riscontro comune in varie forme di mal di testa, in particolare l’emicrania.

Classificazione generale delle cefalee

La Società Internazionale di studio del Mal di testa (IHS International Headache Society) ha elaborato una  classificazione che suddivide le cefalee in 3 grandi gruppi:

  1. Le Cefalee Primarie: sono quelle che non dipendono da alcuna patologia specifica e la cui eziologia, cioè la causa determinante resta sconosciuta. Sono condizioni neurologiche in cui una certa suscettibilità genetica individuale di sottofondo si combina con fattori triggers , cioè fattori scatenanti, interni ed esterni o ambientali. Di questo gruppo fanno parte: Emicrania, Cefalea Tensiva (e non “muscolo-tensiva” come ancora si usa dire e che è una terminologia caduta in disuso più di 40 anni fa), Cefalee Autonomiche Trigeminali (le TACs tra cui la Cefalea a Grappolo) e altri disordini primari cefalgici.
  2. Le Cefalee Secondarie: sono quelle che risultano appunto da un problema preciso (es: traumi del collo o della testa, infezioni, disordini cervicali, della bocca etc…). Fanno parte di questo gruppo la Cefalea Cervicogenica e la Cefalea da disordine Temporomandibolare che sono tra le forme più comuni, nonché quelle più sottostimate e sottovalutate.
  3. Le Neuropatie Craniali Dolorose e altri Dolori Facciali: sono quelle che dipendono dalla “sofferenza” di alcuni nervi: nervo trigemino, facciale, vago, glossofaringeo e nervi occipitali. Fanno parte di questo gruppo Nevralgia Trigeminale e la Nevralgia Occipitale.

Cefalea cervicogenica

La Cefalea Cervicogenica rappresenta il  15-20% di tutti i mal di testa benigni ricorrenti, con una prevalenza che va dal 0.4% al 80%. Il rapporto donne/uomini è 4:1 cioè le donne hanno 4 volte in più degli uomini la possibilità di essere vittime di questo problema.

La Cefalea Cervicogenica è una forma di cefalea secondaria cioè è causata da una disfunzione cervicale in particolare delle articolazioni delle prime 3 vertebre cervicali, ma anche segmenti inferiori possono contribuire alla sua genesi e per questo motivo è una problematica di pertinenza squisitamente fisioterapica.

E’ stato dimostrato ed oggi è sempre più accettato che problemi articolari o muscolari, trigger points miofasciali, a livello cervicale o mandibolare sono fattori che possono avere un ruolo chiave nello sviluppo e nel mantenimento del mal di testa. Per questo motivo cresce l’interesse generale verso l’attività di fisioterapisti specializzati in queste problematiche, nonché la ricerca clinica in questo campo.

Caratteristiche cliniche

Le caratteristiche principali della cefalea cervicogenica sono:

  • dolore usualmente unilaterale (ma clinicamente può anche cambiar lato come l’emicrania);
  • i sintomi sono provocati da  movimenti del collo o posture prolungate che sovraccaricano e stressano in modo sovrafisiologico i muscoli e le articolazioni del collo;
  • generalmente non si associa a fotobia o fonofobia come l’emicrania ma la nausea può essere clinicalmente presente;
  • le persone che soffrono di questo mal di testa hanno sintomi alla testa e al collo e spesso hanno anche problemi e dolori alle articolazioni temporomandibolari;
  • può essere presente dolore alla spalla e al braccio fino alla mano.

Terapia manuale e Test diagnostici

Una buona notizia è che numerosi studi hanno dimostrato che un trattamento manuale di tecniche di manipolazione articolare, mobilizzazioni, esercizi specifici di resistenza muscolare e stabilità scapolotoracica, riduce in modo statisticamente significativo la frequenza, la durata e l’intensità degli attacchi in 7 settimane fino a 12 mesi, con miglioramenti dal 50% fino alla risoluzione completa 100%, e una riduzione nell’uso delle medicine fino al 93%. Ecco perché la fisioterapia può e deve essere tenuta molto in considerazione nel caso di mal di testa e dolori cervicali.

Approfondisci l’argomento su “Terapia manuale” per saperne di più, ne capirai l’utilità.   

INOLTRE…..

E’ stato scientificamente dimostrato come sia possibile differenziare in modo preciso la cefalea cervicogenica dall’emicrania e dalla cefalea tensiva.

Ci sono infatti dei segni e test specifici:

1) una ridotta capacità di movimento del rachide cervicale (in particolare i movimenti di estensione – “guardare all’insù” – e di rotazione),

2) dolore alla palpazione dei muscoli e delle articolazioni tra l’occipite e l’atlante (la zona sottonucale e la prima vertebra cervicale), e tra l’atlante e l’epistrofeo (la seconda vertebra cervicale) e tra la seconda e la terza vertebra;

3) debolezza e  scarsa coordinazione nonchè resistenza dei muscoli profondi anteriori del collo, verificabili con test oggettivi affidabili;

4) dolore e poca mobilità dei segmenti cervicali in particolare della prima e seconda vertebra ; 5) rigidità muscolari in particolare modo il muscolo piccolo pettorale; 6) iperattività dei muscoli flessori superficiali in particolare sternocleidomastoideo e scaleni.

Queste cose possono essere verificate subito da un fisioterapista specializzato e sono confermate dalle evidenze scientifiche…C’è un bell’articolo a tua disposizione a riguardo leggilo subito QUI.

Dolore cervicale e emicrania

Un dato molto importante e molto spesso sottovalutato è che i dolori del collo sono una caratteristica comune e integrale, ad esempio, proprio dell’emicrania!

Studi recenti hanno addirittura evidenziato come i dolori cervicali siano comunemente associati alla emicrania più della nausea – che è una delle caratteristiche principali dell’emicrania!

[mk_blockquote style=”line-style” font_family=”none” text_size=”16″ align=”left”]Molti emicranici e i medici stessi considerano il dolore cervicale come sintomo e non come fattore trigger, cioè come fattore scatenante o peggiorativo del mal di testa stesso.[/mk_blockquote]

Questo “pregiudizio” impedisce di valutare il collo e verificare il suo ruolo e la sua influenza sulla cefalea del paziente, perdendo una potenziale occasione fondamentale di miglioramento! Ogni persona che soffre di cefalea ha il diritto e deve ricevere un’accurata valutazione del rachide cervicale.

Spesso, infatti, i pazienti si recano in visita per dolori cervicali e ricevono diagnosi “separate” tipo :

lei ha un’emicrania… e poi ha una Cervicalgia, Cervicobrachialgia, Vertigini Cervicali, Radicolopatia Cervicale, Ernia o Protusione Cervicale.

Queste sono “etichette” fine a se stesse, che aiutano ben poco dal punto di vista del dolore e funzionale. Sono espressioni generiche “inutili”, che indicano una cosa sola, molto semplice e comune a molte persone:

la tua colonna vertebrale cervicale non funziona in modo ottimale, o comunque non funziona più come prima o come dovrebbe e per questo motivo fa male. A maggior ragione, se hai mal di testa, il tuo collo deve essere trattato!

I disturbi del rachide cervicale sono tra le cause più comuni e diffuse di disabilità al mondo. 

mal di testa cervicogenicoAttenzione a non sottovalutarli mai! mal di testa cervicogenico

Non stringere i denti e vai avanti! Prima si interviene e meglio è! Più rimandi questi controlli, e più favorisci la cronicizzazione dei tuoi sintomi e la disabilità correlata. Soprattutto crei il terreno fertile per aumentare la frequenza della tua cefalea o peggiorare l’intensità e la durata degli attachi!

Il dolore cervicale può infatti “stressare” il tuo sistema nervoso centrale e “sensitizzarlo” al massimo.

Cosa significa? Significa che il tuo sistema nervoso può divenire più sensibile ed eccitarsi più facilmente quando riceve, interpreta e risponde a stimoli di ogni genere. Ed il risultato di questa ipersensibilità ed ipereccitabilità – e tu sei magari anche un soggetto/a  già prediposto/a – è che i tuoi nervi cominciano a interpretare in maniera esagerata e anormale le informazioni che riceve dal mondo e comincia a proteggersi.

In che modo?  Attraverso il dolore, cioè il mal di testa. I sintomi della tua cefalea sono la risposta di allarme del tuo cervello. La sirena di emergenza che si accende perché qualcosa non funziona in modo ottimale. Potrebbe essere proprio il tuo collo l’elemento chiave! Se hai dolori e problemi al collo,  la frequenza , l’intensità e durata della tua cefalea aumentano.

Più aspetti, più medicine prendi e peggio sarà per la tua salute.

La clinica del mal di testa verifica queste cose subito! I test sono veloci e la risposta è immediata. 

I Fisioterapisti sono i professionisti sanitari che effettuano più ricerca scientifica al riguardo e pertanto sono i più esperti. Ecco perché così come vai dal dentista per la salute dentaria, sarebbe buona norma che facessi valutare la tua colonna cervicale anche da un Fisioterapista – laureato e specializzato – soprattutto se hai mal di testa.

Criteri diagnostici secondo l’International Classification Society ICHD-3

Per la diagnosi medica di cefalea cervicogenica occorre:

A. Qualsiasi cefalea che soddisfi il criterio C

B. Evidenza clinica, di laboratorio e/o immagini di un disordine o lesione del rachide cervicale o dei tessuti molli del collo, che sia conosciuta essere in grado di causare mal di testa

C. Evidenza che il rachide cervicale sia la causa dimostrata da almeno 2 dei seguenti:

1. il mal di testa si è sviluppato in relazione temporale con l’insorgenza dei disordine cervicale o con la comparsa della lesione

2. il mal di testa è migliorato o si è risolto in modo significativo in parallelo con il miglioramento o la risoluzione del disordine cervicale o della lesione

3. il range of motion (ROM) cioè la quantità di movimento del rachide cervicale è ridotta e il mal di testa viene peggiorato significativamente da manovre provocatorie

4. il mal di testa è abolito dopo blocco farmacologico diagnostico di una struttura cervicale o della sua innervazione

D. Nessun altra migliore diagnosi secondo ICHD-3

Criteri diagnostici del Cervicogenic Headache International Study Group

Per la diagnosi medica di cefalea cervicogenica occorre:

1. Sintomi e segni di coivolgimento del collo:

    1.a.  Comparsa di dolore alla testa, simile al mal di testa usuale, innescato da:

    1.a.1 movimenti del collo e/o posture sostenute scomode, posizione protratta del capo, e/o

    1.a.2. dalla pressione esterna esercitata sopra la regione cervicale superiore o regione  occipitale del lato sintomatico

     1.b.  Restrizione dell’arco di movimento (Range of Motion) del collo

     1.c.   Dolore unilaterale nel collo, spalla o braccio di natura piuttosto vaga e non radicolare o occasionalmente, dolore al braccio di natura radicolare 

2. Ablazione temporanea del dolore con blocchi anestetici diagnostici

3. Dolore alla testa unilaterale, senza cambio di lato

4. Caratteristiche del dolore alla testa: moderato fino a severo, dolore non lancinante e solitamente non pulsante, generalmente a insorgenza dal collo

5. Caratteristiche del dolore alla testa:  episodi di varia durata e dolore continuo fluttuante

6. effetti marginali o assenti della indomethacina

7. effetti marginali o assenti dell’ergotamina o dei triptani

8. sesso femminile

9. non rara la storia di un trauma cranico e/o cervicale diretto (colpo di frusta) in genere di intensità moderata o severa

10. fenomeni correlati all’attacco, presenti solo se occasionalmente e/o di grado moderato:

10.a Nausea

10.b Fonofobia e fotofobia

10.c Senso di instabilità     

10.d Visione “offuscata” unilaterale al dolore

10.e Difficoltà nella deglutizione

10.f Edema unilaterale, soprattutto nell’area perioculare

Addendum:

Almeno 7 criteri dovrebbero essere presenti.

Quello più consistente: mal di testa unilaterale, lato fisso, aggravato da movimento e posture del collo.       

Se 7 o più criteri sono presenti, allora il mal di testa cervicogenico è distinto dall’emicrania e dalla cefalea tensiva, con alta sensitività e moderata specificità. Se il dolore parte dal collo e si irradia alla regione frontale del viso ed è unilaterale le possibilità che si tratti di mal di testa cervicogenico aumentano in modo significativo!

L’affidabilità di tale approccio è k=0.83 quindi molto significativa.

Per una diagnosi appropriata di cefalea cervicogenica , uno o più aspetti del Punto 1 devono essere presenti, con 1a sufficiente a essere l’unico criterio di positività o 1b e 1c combinati. Per i lavori scientifici di ricerca il Punto 2 è obbligatorio.

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