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Introduzione

La diagnosi medica di “Cervicalgia” è,  insieme a quella di “lombalgia”, forse la più comune e diffusa sebbene spesso “inutile”.

In che senso? Nel senso che tali espressioni diagnostiche non hanno un gran significato pratico-clinico in quanto cervicalgia significa semplicemente dolore al collo – che il paziente già conosce molto bene – viene apposta per quello –  e non dice nulla di nuovo né tantomeno d’aiuto su cause e modalità di trattamento!

Comunemente le persone per indicare i sintomi e dolori del collo usano espressioni “popolari” tipo ad esempio:

  • “ho una cervicale che te lo dico a fare”,
  • “c’ho certi dolori al collo”,
  • “c’ho la cervicale” (la più comune e errata e ci sarebbe da dire “per fortuna” perché senza questa parte di colonna vertebrale la vita non sarebbe possibile)

Anche queste espressioni rendono bene l’idea generale ma viceversa non aiutano i clinici nella diagnosi.

Il dolore cervicale è una delle condizioni più indagate e studiate in letteratura e si stima che circa i 2/3 della popolazione soffrirà almeno una volta nella vita di tale problema.

E’ tra le cause più comuni di richiesta quotidiana di cure sanitarie e riabilitative, con varie conseguenze: elevati costi sociali, assenza dal lavoro, disabilità quindi difficoltà o impossibilità a svolgere le normali attività quotidiane o sportive con ripercussioni sulla sfera famigliare e relazionale.

Dolore al collo: la Cervicale

Il collo o rachide cervicale è la regione interposta tra la testa e il torace. La colonna cervicale si compone di 7 vertebre di cui le prime (l’atlante C1, l’epistrofeo C2 e la terza cervicale C3) sono altamente “specializzate” e spesso coinvolte in varie problematiche: disfunzioni cranio-cervico-mandibolari, cefalea cervicogenica, cefalea da disfunzione temporomandibolare, nevralgia occipitale, colpo di frustatorcicollo .

Il rachide cervicale è la parte superiore della colonna vertebrale suddivisa poi in rachide toracico e colonna lombare e sacro alla fine.  La colonna cervicale presenta una notevole ricchezza di strutture di tipo osseo, connettivale, miofasciale, viscerale e nervoso e costituisce la zona di passaggio di vie nervose e vascolari centrali e periferiche per e dal resto del corpo.

La “cervicale” è la principale attrice nelle funzioni di movimento e equilibrio, nella fonazione e nella masticazione e svolge un ruolo di supporto alle strutture e funzioni sensoriali craniali con cui condivide ogni informazione. Interagisce col sistema vestibolare e oculomotorio per il controllo motorio globale del corpo e gli adattamenti posturali.

Inoltre il distretto cranio-cervico-facciale è strettamente collegato al vissuto psicoemozionale della persona i cui sintomi cervicali possono esserne l’espressione somatica in parte. 

La IASP (associazione internazionale per lo studio del dolore)  definisce il dolore: “un’esperienza sensoriale  e emozionale spiacevole, associata a un danno tissutale che può essere in atto o potenziale, o descritta in termini di danno”.

Ogni dolore è un’esperienza legata ai sensi, è una interpretazione e percezione di stimoli meccanici, termici, chimici, come dolorosi e pericolosi per l’organismo. Ogni dolore è legato allo stato psichico dunque una percezione e interpretazione spiacevole di sentimenti, memorie, pensieri in associazione a una situazione dove ci può essere un danno reale oppure no.

Ogni struttura del rachide cervicale (muscoli, articolazioni, dischi, nervi, vasi sanguigni, ossa) nonché il semplice movimento possono essere fonte di dolore e altri sintomi cervicali.

Oggi sappiamo dalla letteratura scientifica che la presenza di segni degenerativi cervicali sono è naturale! E dunque leggere sui referti clinici parole tipo “protrusione, ernia, osteofiti, artrosi, verticalizzazione, rettilinizzazione, uncoartrosi” può significare la piena normalità , senza un riscontro  clinico oggettivo.

Questa è una notizia fantastica non trovate? Infatti  la maggior parte delle persone presenta segni degenerativi cervicali e non hanno  sintomi!

Ma come è possibile? C’è un danno tissutale ma non c’è dolore?

Ti è mai capitato di scoprire sul tuo corpo un piccolo livido (=danno tissutale e infiammazione) e non essertene accorto/a ma soprattutto non aver provato alcun tipo di dolore? Credo proprio di si.

Sintomi Cervicali

Il dolore è solo uno dei vari sintomi possibili sperimentabili.

La parola sintomo deriva dal greco  σύμπτωμα:  che significa “evenienza” o “circostanza” o “cadere con, cadere assieme”. Infatti un sintomo fisico è l’effetto o conseguenza finale di un processo complesso che prevede la ricezione di stimoli/informazioni e la loro interpretazione come dolorose o pericolose per il corpo, da parte del sistema nervoso centrale. Tutto ciò passando attraverso il filtro delle proprie credenze, memorie passate e sentimenti.

Ogni sintomo è un’opinione che il tuo cervello dà come risposta a una serie di percezioni di una data esperienza

Il “dolore” cervicale subisce dunque l’influenza di tante cose: le tue esperienze dolorose precedenti, la tua educazione, il tuo vissuto psico-emotivo, le condizioni ambientali, le relazioni lavorative e famigliari e tanto altro.

Tutto ciò condiziona la tua esperienza di dolore. I sintomi sono una decisione “tua e del tuo cervello” e di conseguenza sono personali anche se possono assomigliarsi a quelli di un’altra persona.

I sintomi o sensazioni più comuni riferite per i problemi cervicali:

dolore, appunto, l’espressione più generica e di minor aiuto

tensione o indolenzimento muscolare

sensazione di calore o bruciore, che può essere puntuale o diffuso

rigidità o fitta che parte da un punto e va da un’altra parte (ad esempio fitta e rigidità sottonucale che dal collo sale verso la testa e arriva sulla faccia o sull’occhio come il tuo mal di testa)

dolore vago che prende tutto il collo tipo una “sciarpa” o un “collare”

sensazione di costrizione, di “blocco” che può essere dolorosa oppure no

formicolii, sensazioni di aghi e spilli lungo le braccia o le mani

scosse elettriche che dal collo vanno lungo il braccio fino alle mani

mani che si addormentano, in modo costante o saltuario

intorpidimento delle dita, alterazioni della sensibilità (sentire di più il freddo o sentire differenza al tatto tra un lato e un altro del collo)

difficoltà a deglutire

muscoli “duri”, “contratti”, rigidi con o senza dolore

sensazione di “nodi” muscolari che tirano

– sensazione di chiodo infilato in un punto

sensazione di “nervo accavallato” – che è una delle espressioni popolari più diffuse

mal di testa o cefalea

sensazione di instabilità o “giramenti” o “capogiri” o pseudo-vertigine (a volte erroneamente definita vertigine cervicale)

nausea e vomito

pesantezza, stanchezza muscolare, “fiacca”

sensazione di gonfiore, di pizzichi

Per una descrizione più “popolare” delle espressioni più descritte dai pazienti e per sapere come io risolvo questi dolori vai al seguente link: COME TI AIUTO

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