EMICRANIA CRONICA

Quando hai attacchi di emicrania per più di 15 giorni al mese da più di 3 mesi

Emicrania Cronica: cosa è

L’Emicrania Cronica è una forma di cefalea primaria ben distinta che si caratterizza per una frequenza di mal di testa superiore ai 15 attacchi al mese per più di 3 mesi e almeno 8 di questi attacchi devono avere le caratteristiche specifiche dell’emicrania senz’aura episodica.

L’Emicrania è un “disordine neurologico sistemico” che coinvolge l’intera persona ed è associato a cambiamenti e disfunzioni del sistema nervoso centrale e periferico.

L’emicrania cronica è una forma distinta di Emicrania dove la cronicità non dipende da quanti anni una persona soffre di emicrania ma si stabilisce in base al numero di attacchi al mese  e alle caratteristiche di questi attacchi.

Le persone con emicrania cronica presentano alle indagini e immagini di laboratorio numerose abnormalità metaboliche, anatomiche e funzionali, di cui le fondamentali sono due:

1- alterazione persistente dei meccanismi interni di interpretazione e modulazione dell’esperienze sensoriali e dolorose

2- iper-eccitabilità e amplificazione di risposta delle cellule nervose a stimoli di ogni genere.

In base al momento, all’ambiente, alle caratteristiche psico-fisiche e ai fattori “stressanti” tale sistema nervoso può essere più facilmente irritato facendo precipitare gli attacchi di mal di testa.

Emicrania Cronica: sintomi

L’emicrania cronica presenta la stessa sintomatologia dell’emicrania senz’aura episodica ma amplificata. In questi pazienti i dolori cervicali sono più frequenti e intensi e soprattutto compare il fenomeno dell’allodinia cutanea: stimoli che normalmente sono innocui diventano dolorosi. Ad esempio: toccarsi la cute, pettinare i capelli.

I sintomi possono essere unilaterali o bilaterali ed avere qualità pulsante tipica oppure possono avere caratteristiche simili alla Cefalea di Tipo Tensivo: sintomi di tipo gravativo (sensazione di peso in testa) o costrittivo (sensazione di morsa o cerchio stringente in testa).

Emicrania Cronica: prevalenza

L’Emicrania cronica affligge circa l’2% della popolazione mondiale. A causa degli elevati livelli di disabilità e severità, una persona con emicrania cronica vede compromesse numerose attività come hobby, scuola, impegni sociali, familiari, può arrivare a perdere 3 mesi di lavoro e la sua produttività in generale può ridursi del 50%.

L’Emicrania Cronica invece è stata classificata come condizione peggiore della cecità, paraplegia, artrite reumatoide, angina.

Ogni anno circa il 6% delle persone con emicrania senz’aura episodica diventa cronico. Fortunatamente una percentuale simile di persone regredisce dalla forma cronica a quella episodica.

Circa il 73% delle persone usa in modo eccessivo o incorretto i farmaci anti-emicrania. Questo rappresenta il principale fattore di rischio in grado di favorire il passaggio dalla forma episodica a quella cronica nonché l’insorgenza di una forma peculiare di Cefalea: la MOH Medication Overuse Headache cioè la Cefalea da sovrauso di medicinali.

Per l’Emicrania Cronica, la sola riduzione e modificazione  dei farmaci da assumere, comporta spesso un gran miglioramento della sintomatologia e frequenza degli attacchi.

Emicrania Cronica: comorbidità o disordini associati

L’ Emicrania Cronica presenta numerose comorbidità o disordini associati che vanno indagati e su cui si deve intervenire con valutazioni multidisciplinari e opportuni trattamenti specifici:

– disturbi del sonno

– ansia e depressione

– disfunzioni gastrointenstinali e disturbi alimentari

– dolori cervicali e temporo-mandibolari

Emicrania Cronica: alimentazione

L’alimentazione o nutrizione ha un ruolo importante in coloro che soffrono di emicrania ed è un fattore che va sempre valutato prima ancora della prescrizione farmacologica. 

La prescrizione di diete specifiche col medico specialista esperto in cefalee è statp dimostrato rappresentare un approccio utile e fondamentale per chi soffre di emicrania.

Le diete low-fat, cioè programmi alimentari a basso contenuto di grassi, normoproteici e a base di fibre, le diete vegane e le diete basate sull’ eliminazione di cibi “irritativi”, sono in grado di ridurre l’uso di farmaci e la frequenza, l’intensità, la durata degli attacchi di emicrania.

I sintomi dell’emicrania sono conseguenti ad alterazioni infiammatorie neurovascolari di che coinvolgono particolari circuiti neurali. In una persona con emicrania, tutto ciò che può irritare e favorire un processo infiammatorio è dannoso. 

La carne, i derivati animali e altri alimenti industriali sono ricchi di proprietà infiammatorie e dunque la loro riduzione o eliminazione può essere benefica. Anche la perdita di peso ha benefici dimostrati.

Negli emicranici l’attività dei mitocondri (cioè le stazioni energetiche cellulari) è ridotta. C’è un accumulo di lattati e alterazioni della plasticità neuronale nonché bassi livelli di alcuni neurotrasmettitori della “felicità” come la serotonina e il GABA.

Un gruppo di lavoro di neurologi italiani diretto dal Dott. Di Lorenzo MD, PhD  sta da tempo studiando e approfondendo sempre più l’azione della cosiddetta Dieta Chetogenica nel paziente con emicrania. Tale dieta si basa sulla drastica riduzione dei carboidrati, tale da indurre la produzione, a partire dai grassi, di molecole biologicamente surrogate dello zucchero, chiamate corpi chetonici , aventi un ruolo energizzante ed antinfiammatorio.

In tale tipo di dieta, il ruolo dei grassi sarebbe da considerarsi addirittura positivo: il loro incremento infatti potenzia lo stato di chetosi; tuttavia, nei pazienti emicranici sovrappeso o obesi, l’introito di grassi viene ugualmente ristretto, al fine di favorire l’utilizzazione del tessuto adiposo come fonte di grasso per produrre corpi chetonici. Una pubblicazione del suddetto gruppo ( Di Lorenzo 2014 )  ha evidenziato come tale dieta abbia dei benefici clinici molto significativi proprio sui pazienti emicranici sovrappeso/obesi.

In un altro recente lavoro ( Di Lorenzo 2016 ) lo stesso gruppo ha dimostrato che tale dieta sia in grado di normalizzare le funzioni neurofisiologiche tipiche dell’emicrania nel periodo interictale – cioè tra un attacco e un altro – in un gruppo di pazienti emicranici a prescindere dal peso di partenza e dall’introito lipidico fornito dalla dieta. Gli autori ipotizzano che tale effetto sia dovuto alla normalizzazione del rapporto tra due neurotrasmettitori dall’effetto opposto (GABA e glutammato), all’aumento del rilascio di serotonina e al potenziamento del metabolismo energetico cellulare cerebrale.

Emicrania Cronica: il ruolo del rachide cervicale

I disordini e dolori cervicali sono spesso in comorbidità cioè associati all’emicrania. È stato osservato che il 70%-90% delle persone con emicrania presenta problemi cervicali prima, durante o dopo gli attacchi che vengono però ignorati o considerati solo come sintomo dell’emicrania stessa.

Questo “pregiudizio” impedisce spesso di valutare il rachide cervicale – cioè il collo – e verificare il suo ruolo e la sua influenza sulla cefalea del paziente. In questo modo si perde una fondamentale occasione di miglioramento soprattutto perché recenti studi hanno dimostrato che in alcune persone con emicrania, i problemi cervicali sono un fattore co-causativo.

Esistono delle connessioni nervose peculiari tra il rachide cervicale superiore e la testa e i disordini cervicali sono in grado di stressare il tuo sistema nervoso centrale e sensibilizzarlo al massimo.

Cosa significa? Significa che il sistema nervoso di una persona con emicrania, già per natura più sensibile, può divenire ipersensibile ed ipereccitabile a causa di problemi cervicali.

La conseguenza è che diventa più facile per il cervello interpretare in maniera esagerata o anomala ogni stimolo e innescare reazioni che producono l’esperienza dolorosa del mal di testa.

I sintomi del emicrania sono la risposta di allarme e protezione del tuo cervello. Sono la sirena di emergenza che si accende perché qualcosa non funziona più in modo ottimale e un’incendio si è acceso.

E la causa di questo incendio può essere un problema del rachide cervicale!

Inoltre, i disordini cervicali possono produrre e riferire dolori e altri sintomi sulla testa, simulando delle vere e proprie emicranie o cefalee di tipo tensivo che possono essere mal diagnosticate.

Per questo motivo ogni persona che soffre di emicrania ha il diritto e deve ricevere un’accurata valutazione del rachide cervicale soprattutto quando lamenta dolori e rigidità del collo prima, durante o dopo gli attacchi di cefalea.

Emicrania Cronica: criteri diagnostici

L’Emicrania Cronica presenta dei peculiari criteri diagnostici in base al recente ICHD-3, il sistema Internazionale di Classificazione dei Disordini con Mal di Testa

EMICRANIA CRONICA (1.3)

A. Il mal di testa (con caratteristiche simili a una Cefalea di Tipo Tensivo o a un’ Emicrania) sono presenti per ≥ 15 giorni al mese per ≥ 3 mesi e soddisfano i criteri B e C
B. La persona affetta deve aver avuto almeno 5 attacchi soddisfacenti i criteri B e D dell’Emicrania senz’Aura (1.1)  e / o i criteri B e C dell’Emicrania con Aura (1.2)
C. Per ≥ 8 giorni al mese per ≥ 3 mesi, gli attacchi devono soddisfare uno qualsiasi dei seguenti:

  1. criteri C e D dell’Emicrania senz’Aura
  2. criteri B e C dell’Emicrania con Aura
  3. il/la paziente crede che si tratti di emicrania e gli attacchi son alleviati da triptani o ergo-derivati
D. Il mal di testa non rispecchia alcun altro tipo di diagnosi ICHD-3

Emicrania Cronica: cura e terapie

L’Emicrania Cronica è una condizione neurologica complessa che necessita una gestione multidisciplinare e un percorso terapeutico ben strutturato.

La cura prevede terapie farmacologiche e non-farmacologiche specifiche in base al quadro clinico e alle caratteristiche psico-fisiche della persona affetta. Vai alla pagina Percorso Terapeutico CdMT

Il nostro Network

La Clinica del Mal di Testa è un network di Professionisti Sanitari esperti in cefalee.

Trova il professionista più vicino a Te!

Contattaci

Network di Professionisti in tutta Italia

clinicadelmalditesta@gmail.com

Lascia un messaggio

Questo modulo di contatto raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio. Per maggiori informazioni, consulta la nostra pagina di privacy policy.
Clinica del Mal di Testa si impegna ad inviarti news ed informazioni commerciali nel tuo interesse, senza invadere la tua privacy e, comunque, non più di una volta a settimana.

Privacy

Info Commerciali