Triggers: il cibo

L’emicrania è un disordine neurologico complesso che coinvolge diversi meccanismi neurali che regolano le funzioni autonomiche, affettive, cognitive e sensoriali. E’ una condizione disabilitante, comune,  ricorrente, “femminile” in cui la genetica gioca un ruolo importante.

Numerosi fattori possono influenzarla:

  • fattori di rischio,  sono quelli la cui presenza può peggiorare l’evoluzione della cefalea (ad esempio i disturbi cervicali),
  • fattori “stressors” o “triggers”  sono quelli ritenuti essere in grado di facilitare la precipitazione di un attacco, in modalità e tempi diversi da soggetto a soggetto.

I più comuni fattori trigger riferiti oggi dai pazienti con emicrania sono: disturbi del sonno , tempi di riposo o recupero psico-fisico insufficienti, abitudini alimentari scorrette (saltare i pasti o alcuni cibi), le fluttuazioni ormonali (emicrania mestruale), l’alchool, periodi di stress emotivo extra o post-periodo di stress, intensità e tipi di luci, rumori, odori (ed è proprio a tal riguardo che ci son dubbi e nuove considerazioni da fare che affronteremo in un altro articolo).

Infine ci sono appunto i dolori e i disordini cervicali o mandibolari (leggi: rimedi e pregiudizi mal di testa rachide cervicale ) che sono spesso associati all’emicrania ma ancora molto sottovalutati o ignorati. Invece, in un determinato momento e in base alle caratteristiche del soggetto , possono irritare il sistema nervoso e peggiorare la frequenza, la durata e l’intensità degli attacchi (favorire la cronicizzazione). Per approfondire fai il questo TEST speciale per il mal di testa.

Alimentazione come medicina

“Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”…

…scriveva Ippocrate nel suo trattato “Antica Medicina”. Vari alimenti da sempre e in ogni cultura sono considerati veri e propri medicinali, in grado di ridurre gli effetti negativi dello stress in eccesso, ridare energia, forza, concentrazione, curare i disturbi dell’umore, dell’ansia e della depressione. Spesso sono  protagonisti dei principali eventi della vita, sia lieti che dolorosi. Ogni persona è legata a piatti che, stimolando la memoria involontaria, influenzano il benessere psichico e fisico. L’intestino si dice che sia il nostro secondo cervello e tutto ciò che altera il uso equilibrio – a partire dalla qualità di ciò che si mangia – può avere conseguenze molto negative. Per approfondire leggi Intestino: il secondo cervello .

Il profilo nutrizionale/alimentare del cefalalgico è un aspetto che va sempre considerato e valutato prima della prescrizione farmacologica.  I farmaci hanno un ruolo importante nella prevenzione e nel trattamento sintomatologico dell’emicrania ma l’efficacia resta temporanea ed è ancora limitata. Gli effetti collaterali sono vari e a diversi livelli, così come sono numerose le interazioni negative con altri medicinali e cibi. Tipo, dosi, modalità e tempi di assunzione, sono fondamentali. Far-da-sè e senza indicazioni del medico specialista si aumenta il rischio di effetti collaterali e abuso di medicinali con grave peggioramento del mal di testa. Per approfondire leggi: farmaci-e-cefalea.

Evidenze scientifiche suggeriscono che interventi alimentari mirati e ben strutturati – cioè la prescrizione di diete specifiche col medico specialista – possano rappresentare un approccio utile e fondamentale per l’emicrania.

Diete Low-Fat, cioè programmi alimentari a basso contenuto di grassi, normoproteici e fibre, diete vegane, e diete basate sull’ eliminazione di cibi “trigger”, sono in grado di ridurre la frequenza, intensità e durata e di conseguenza la quantità di medicinali necessari. Tuttavia, recenti osservazioni sembrano indicare nella diminuzione dei carboidrati una delle chiavi di volta del successo degli approcci nutrizionali nel campo dell’emicrania.

Dieta Chetogenica

Le manifestazioni sintomatologiche emicraniche sono associate a alterazioni infiammatorie neurovascolari di peculiari tessuti e evoluzioni disfunzionali in senso pro-nocicettivo di circuiti neurali specifici. Tutto ciò che promuove i processi infiammatori può in un emicranico agire come una fiammella che riscalda un pentolino d’acqua già vicino  all’ebollizione.  La carne, i derivati animali, e altri alimenti industriali sono ricchi di proprietà infiammatorie e dunque la loro riduzione o eliminazione può essere – e di fatto ad oggi risulta esserlo – benefica. Anche la perdita di peso ha benefici dimostrati.

emicrania dieta chetogenica

Negli emicranici l’attività dei mitocondri (cioè le stazioni energetiche cellulari) è ridotta. C’è un accumulo di lattati e alterazioni della plasticità neuronale nonché bassi livelli di alcuni neurotrasmettitori della “felicità”: SEROTONINA  e GABA. Intanto leggi qui per sapere subito come stimolare-la-serotonina.

Un gruppo di lavoro di neurologi italiani diretto dal Dott. Di Lorenzo MD, PhD  con la partecipazione anche del Dott. Coppola MD, PhD sta da tempo studiando e approfondendo sempre più in particolare l’azione della cosiddetta Dieta Chetogenica nel paziente con emicrania. Tale dieta si basa sulla drastica riduzione dei carboidrati, tale da indurre la produzione, a partire dai grassi, di molecole biologicamente surrogate dello zucchero, chiamate corpi chetonici , aventi un ruolo energizzante ed antinfiammatorio.

In tale tipo di dieta, il ruolo dei grassi sarebbe da considerarsi addirittura positivo: il loro incremento infatti potenzia lo stato di chetosi; tuttavia, nei pazienti emicranici sovrappeso o obesi, l’introito di grassi viene ugualmente ristretto, al fine di favorire l’utilizzazione del tessuto adiposo come fonte di grasso per produrre corpi chetonici. Una pubblicazione del suddetto gruppo ( Di Lorenzo 2014 )  ha evidenziato come tale dieta abbia dei benefici clinici molto significativi proprio sui pazienti emicranici sovrappeso/obesi.

In un altro recente lavoro ( Di Lorenzo 2016 ) lo stesso gruppo ha dimostrato che tale dieta sia in grado di normalizzare le funzioni neurofisiologiche tipiche dell’emicrania nel periodo interictale – cioè tra un attacco e un altro – in un gruppo di pazienti emicranici a prescindere dal peso di partenza e dall’introito lipidico fornito dalla dieta. Gli autori ipotizzano che tale effetto sia dovuto alla normalizzazione del rapporto tra due neurotrasmettitori dall’effetto opposto (GABA e glutammato), all’aumento del rilascio di serotonina e al potenziamento del metabolismo energetico cellulare cerebrale.

Per ulteriori approfondimenti si consiglia la lettura del Keto-Blog ricco di informazioni, consigli pratici, ricette  e testimonianze individuali di pazienti con emicrania e cefalea a grappolo che hanno sperimentato o stanno facendo la Dieta Chetogenica .

Approccio multidisciplinare

L’emicrania è una condizione problematica multifattoriale e necessita di un intervento terapeutico multidisciplinare.  In un paziente emicranico vanno indagate la sfera emotiva, i disturbi del sonno, gli aspetti muscolo-scheletrici, la partecipazione sociale, lo stile di vita e le abitudini alimentari nonché il profilo nutrizionale correlati.

L’approccio  nutrizionale ha sicuramente un potenziale notevole ed è sempre più supportato dalla ricerca. Ma attenzione a rivolgervi alle figure sanitarie giuste!

In Italia l’abusivismo dilaga sempre più e troppe persone non qualificate spesso si “mettono a fare o prescrivere” diete o regimi alimentari. Quando si tratta di nutrizione per condizioni neurologiche o patologiche specifiche, occorre rivolgersi a un medico specialista al riguardo come ad esempio:  Dott. Di Lorenzo MD, PhD che sta riportando in auge in Italia proprio la Dieta Cheto.

Un interessentante sintesi finale la trovate qui: dieta-chetogenica-emicrania-meccanismi.

La prescrizione “alimentare” è una prescrizione “farmacologica”, se non addirittura meglio. E’ tempo di riconsiderare bene la propria alimentazione con le figure professionali giuste e in modo serio perché il cibo è una vera e propria medicina.

Ecco qui un aggiornato  ELENCO PROFESSIONSITI SPECIALISTI DIETA CHETOGENICA.

Bibliografia:

Egger J, Carter CM, Wilson J, Turner MW, Soothill JF (1983) Is migraine food allergy? A double-blind controlled trial of oligoantigenic diet treatment. Lancet 2:865–869

Bic Z, Blix GG, Hopp HP, Leslie FM, Schell MJ (1999) The influence of a low-fat diet on incidence and severity of migraine headaches. J Womens Health Gender-Based Med 8:623–630

Rockett FC, de Oliveira VR, Castro K, Chaves ML, Perla Ada S, Perry ID (2012) Dietary aspects of migraine trigger factors. Nutr Rev 70:337–356

Fukui PT, Goncalves TRT, Strabelli CG, Lucchino NMF, Matos FC, Dos Santos JPM, Zukerman E, Zukerman-Guendler V, Mercante JP, Masruha MR, Vieira DS, Prieto Peres MF (2008) Trigger factors in migraine patients. Arq Neuropsiquiatr 66:494–499

Anne E Bunner, Ulka Agarwal, Joseph F Gonzales, Francesca Valente  and Neal Barnad (2014) Nutrition intervention for migraine: a randomized crossover trial Journal of headache and Pain 15:69

Di Lorenzo C, Coppola G, Sirianni G, Di Lorenzo G, Bracaglia M, Di Lenola D, Siracusano A, Rossi P, Pierelli F (2014) Migraine improvement during
short lasting ketogenesis: a proof-of-concept study. Eur J Neurol doi:10.1111/ene.12550

Di Lorenzo C, Coppola G et al. (2016) Cortical functional correlates of responsiveness to short-lasting preventive intervention with ketogenic diet in migraine: a multimodal evoked potentials study. J Headache Pain. 2016;17:58. doi: 10.1186/s10194-016-0650-9. Epub 2016 May 31.

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