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Luci, rumori e suoni

Se soffri di emicrania ti sarà stato chiesto : “la luce ti disturba? Certe illuminazioni scatenano la tua cefalea? E i rumori?”. Ti sarà capitato di sentirti dire che esistono numerosi fattori trigger  in grado appunto di scatenare o provocare la tua cefalea.  Ti avranno detto che devi stare attenta alle luci, proteggerti dalle fonti luminose intense, di portare sempre gli occhiali e così via.

Luci riflettenti, tremolanti, intensamente luminose, alcuni odori forti o i rumori o certi cibi e tanto altro ancora sono frequentemente riportati come tipici fattori in grado di scatenare un attacco di emicrania.

Ma le evidenze scientifiche a supporto di tali considerazioni restano scarse e ad oggi non c’è alcuno studio che abbia chiarito se questi fattori siano effettivamente indipendenti e realmente provocativi sempre e comunque,  oppure siano il risultato dell’amplificazione di sintomi di sottofondo, non ancora pienamente manifesti, presenti nella fase premonitrice dell’ emicrania e facenti parte già dell’attacco imminente.

Sintomi premonitori

Alcuni giorni o ore prima di un attacco di emicrania,  molti pazienti riportano la comparsa di alcuni sintomi di intensità e forma varia. La frequenza di questi sintomi premonitori negli emicranici, calcolata sulla base di 5 studi scientifici molto ampi, varia da una percentuale del 32,9 al 86,9 %, indicando una alta variabilità che viene giustificata dal fatto che popolazioni diverse e numeri e tipi differenti di sintomi son stati indagati.

Uno studio recente (Schulte 2015) ha voluto studiare la medesima cosa e ha considerato realmente premonitori solo i sintomi iniziati 2 o più ore prima dell’attacco. In linea con altri studi, quelli più frequentemente avvertiti  e riferiti nelle 2 o più ore precedenti: rigidità/tensione cervicale, disturbo ai suoni/rumori, difficoltà di concentrazione.

La prevalenza di tale sintomatologia premonitrice è risultata essere pari al 38,5%, cioè 4 emicranici su 10 l’ hanno riferita.

Tra questi sintomi , quelli successivi di accompagnamento dell’attacco e i cosidetti fattori trigger è stato evidenziato dagli autori un ampio overlap, cioè sovrapponimento.

Sintomi premonitori e triggers

I loro dati mostrano in particolare una chiara associazione tra la presenza di certi sintomi nella fase premonitrice e certi fattori trigger corrispondenti. Ad esempio tra la fotofobia, cioè l’ipersensibilità e disturbo alle luci, come sintomo premonitore, e le luci tremolanti o oscillanti o intense come fattore trigger. La loro riflessione è interessante e sostiene che la percezione pronunciata, cioè amplificata, di certi “fattori frigger” potrebbe essere il risultato della presenza già in atto dei sintomi della fase premonitoria. La presenza della fotosensibilità,  per esempio, potrebbe “distorcere” o “ingigantire” la percezione degli stimoli luminosi più intensi o anche normali e  permettere la manifestazione palese del sintomo – disturbo di luce – che verrebbe, invece, interpretato dal paziente o dal clinico, come il  fattore scatenante dell’attacco.

E’ l’esempio del paziente che riporta sul diario di essere stato esposto a una fonte di luce intensa  o particolare ( a lavoro o al mare) e  successivamente ha avuto un attacco di emicrania “per colpa della luce” (il fattore trigger secondo lui o il clinico).

Del resto di sottofondo la peculiarità dell’emicrania è la tendenza e lo sviluppo in senso pro-nocicettivo di vari circuiti neurali. Gli emicranici hanno “di base” un sistema nervoso più facilmente irritabile ed iper-eccitabile ogni qualvolta l’omeostasi generale viene alterata.

Continuum  e soglia di tolleranza

Non esistono ad oggi studi che dimostrino in modo affidabile che alcuni fattori siano effettivamente e sempre provocativi per l’emicrania. E’ possibile che certi fattori possano attivare o far precipitare un attacco ma non in modo indipendente e non sempre. Forse sarebbe più corretto parlare semplicemente di fattori di rischio, in grado di favorire, in certi soggetti e momenti, un “terreno pericoloso” predisponente ad altre alterazioni.

Ci sono evidenze scientifiche che alcuni parametri di  diverse funzioni neuronali (eccitabilità corticale, risposta ai potenziali evocati, risposta-BOLD a stimoli standard, livelli di attività di aree cerebrali e del tronco encefalico) cambiano durante le varie fasi di un ciclo/attacco emicranico e dunque l’abilità di tali fattori di scatenare la cefalea dipende dalla fase del ciclo emicranico in cui essi si applicano.

I dati dello studio di Schulte supportano l’idea che in alcuni pazienti i tipici sintomi di accompagnamento anticipano  di fatto la fase dolorosa vera e propria, e ciò rafforza  l’assunto che un attacco di emicrania non sia un singolo evento ma un continuum, cioè un’ “altalena” di alti e bassi di certe funzioni sensoriali e fisiche dove a un certo estremo, in un determinato momento, arriva l’attacco.

Se l’emicrania viene concepita come un “problema di soglia di attivazione”, qualsiasi stimolo può essere percepito come trigger in base al livello di soglia del momento (per approfondire: perché il dolore alla testa). Tale soglia è soggettiva.

emicrania

La bilancia

Immaginiamo una bilancia. Il bio-equilibrio del sistema “uomo” (l’omeostasi fisiologica)  dipende dal continuo “bilanciamento” tra la quantità e intensità di stimoli che il sistema nervoso riceve da una parte e dall’altra e la capacità di adattamento e tolleranza della persona, in un determinato contesto ambientale. Questa bilancia di “tolleranza” oscilla continuamente e finchè non supera un certo livello “personale”- influenzato da tante variabili anche psico-sociali –  la manifestazione dei sintomi e/o la precipitazione da parte dei cosidetti fattori trigger non avviene.

Ora immaginando tale “soglia di tolleranza e precipitazione emicranica”, pensiamo invece ad un’asta. Più l’asta è posizionata in alto, più difficilmente gli stimoli, a vario titolo e quantità,  potranno superare la soglia ed essere provocativi e scatenanti. Più è bassa, più facilmente il sistema nervoso –  di base più sensibile e a sviluppo pro-nocicettivo negli emicranici –  può essere irritato. Di conseguenza le nuove sensazioni entranti, di qualsiasi tipo, possono essere percepite come spiacevoli o mal-interpretate come trigger.

Il punto è che il cambiamento del livello di “soglia di tolleranza” è il meccanismo dietro l’origine dell’attacco, mentre l’alterata e spiacevole percezione sensoriale verrebbe, e viene di fatto, a configurarsi come il primo segnale di tale cambiamento o abbassamento di soglia. Ecco che così anche la soggettività acquista un senso e gioca un ruolo importante per cui alcune persone, più suscettibili, prima percepiranno certi stimoli in modo spiacevole e pronunciato/amplificato (sintomi premonitori), mentre nella fase successiva questi si manifesteranno in maniera distintiva diventando a pieno titolo “fotofobia”, “fonofobia”, “osmofobia”, “nausea” etc cioè sintomi di accompagnamento, più o meno caratterizzanti.

Ricapitolando: quando il paziente o il clinico pensano che la luce abbia acceso il mal di testa ( dunque agisca da fattore scatenante), in realtà l’attacco è già in atto perchè la soglia si è modificata e abbassata. Di conseguenza la percezione di stimoli luminosi è già alterata, amplificata e spiacevolmente vissuta, tanto da far pensare che sia la luce stessa la causa scatenante. Man mano che il sistema nervoso entra nella fase dell’attacco tutto ciò diventa a pieno titolo fotofobia o fonofobia etc.

Conclusioni

I dati di questo studio supportano la tesi  secondo cui vari e comuni fattori trigger non siano in realtà così indipendenti o in grado di precipitare un attacco di emicrania sempre e comunque bensì possono essere sintomi mal-interpretati – dal paziente e/o dal clinico – della fase premonitrice dell’emicrania, e sono già parte dell’attacco stesso.

All’origine di tali alterazioni c’è una modificazione in negativo della soglia di attivazione e risposta neuronale. La domanda clinica interessante ora è: cosa può contribuire a modificare ed abbassare questa soglia, già per natura in parte “fragile”?….uhmmm e i problemi cervicali per esempio? Leggi qui se ti interessa: rachide cervicale, pregiudizi e rimedi.

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