Cos’è il Dry Needling

Il Dry Needling (DN) è una tecnica di terapia manuale ortopedica utilizzata per “disattivare” i Trigger Points Miofasciali (MTrPs), responsabili di vari sintomi e dolori nonché disfunzioni neuro-muscolari. I MTrPs sono spesso associati con numerosi disturbi clinici. In particolare sono spesso presenti in pazienti affetti da cefalea cervicogenica, cefalea da disordine temporo-mandibolare, e soprattutto in caso Cefalea tensiva e Emicrania.

In questi pazienti il DN e’ un opzione di trattamento molto utile da considerare sempre.

Sebbene il tessuto miofasciale sia il bersaglio principale, questa tecnica viene impiegata con molta efficacia anche nel trattamento di sofferenze neurali, affezioni tendinee e periostali, disfunzioni coordinative neuro-muscolari e disturbi viscerali.

La tecnica Dry Needling consiste in una stimolazione intramuscolare in cui si utilizza un ago filiforme finissimo (come quelli per l’agopuntura) che viene inserito attraverso la cute ed il tessuto fasciale e muscolare fino all’area delle fibre in disfunzione. La tecnica si esegue SENZA INIETTARE ALCUNA SOSTANZA.

Il DN è una pratica medico-fisioterapica fondata su una valutazione precisa dei muscoli che viene generalmente usata insieme a tecniche manuali ed esercizi specifici, nonché stimolatori elettrici.

Non è Agopuntura

Il DN è una tecnica manuale che ha in comune con l’Agopuntura soltanto lo strumento d’intervento – cioè l’ago – ma i presupposti scientifici di valutazione e trattamento con DN non hanno nulla a che fare con i concetti o principi di medicina tradizionale cinese. Infatti, a differenza di altri paesi esteri, l’agopuntura è in Italia una “disciplina” pratica medica, ben distinta e normata dalla Corte Suprema di Cassazione (Sez. VI penale; Sentenza n.482 del 27 marzo 2003) come atto medico, in quanto prevede una diagnosi e relativo trattamento specifico in base a Principi di Medicina (quella Cinese appunto). Il DN è una tecnica esecutiva manuale, NON è una disciplina, ed è basata su principi neurofisiologici e riabilitativi occidentali e scientificamente validi.

Il DN è competenza espressamente riconosciuta al fisioterapista in molte nazioni, tra cui Canada, Chile, Irlanda, Olanda, Svezia, Norvegia, Finlandia, Sud Africa, Spagna, Svizzera, Danimarca, Inghilterra, Nuova Zelanda, Brasile, Polonia, Rep. Ceca, Australia e U.S.A. (Dommerholt 2006). Negli USA nel 2009 la tecnica del DN è stata definitivamente dichiarata pratica fisioterapica (Dommerholt 2011). La World Confederation for Physical Therapist (WCPT), riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), definisce il DN nel core curriculum del fisioterapista.

In Italia ad oggi non esiste una legge specifica che limiti l’utilizzo del DN da parte di professionisti sanitari non medici. Il DN eseguito da medici o fisioterapisti formati specificatamente viene considerato un trattamento molto efficace e sicuro (Vulfons S 2012). Un recente parere del Ministero della Salute italiano – che costituisce l’unica fonte di riferimento oggi – si è espresso a favore della pratica di tale tecnica direttamente da parte di fisioterapisti adeguatamente formati, operanti  in regimi ambulatoriali specifici.

GUIDA PRATICA AL DRY NEEDLING PER I PAZIENTI – da copiare, stampare e diffondere

Cos’è il Dry Needling (DN)? – Il Dry Needling (DN) o “puntura a secco” è una tecnica di stimolazione intratissutale. E’ una procedura terapeutica invasiva che prevede l’impiego di un microago sottilissimo e solido attraverso la cute, la fascia e i muscoli per determinare un’azione biostimolante di questi tessuti , in particolare per disattivare i cosidetti Trigger Points Miofasciali. Un trigger point miofasciale (Myofascial Trigger Point – MTrP) è un’area microscopica all’interno di un muscolo caratterizzata da ipertonicità con alterazione della microcircolazione sanguigna e del metabolismo, nonchè altre modificazioni biochimiche (infiammazione sterile) che irritano i nervi. Questa irritazione produce dolori o altre sensazioni, sia locali che a distanza, con alterazione degli schemi posturali e di movimento. Per approfondire leggi l’articolo mal di testa e trigger points miofasciali .

Il Dry Needling è la stessa cosa dell’Agopuntura? No. C’è solo lo strumento in comune. Il DN è una tecnica e non una disciplina, e si basa sui principi della medicina occidentale. Non si valutano né si trattano meridiani o punti ashi o canali energetici. Il DN si impiega per trattare problematiche muscolo-fasciali, nervose e osteo-legamentose o tendinee. Un agopunturista può anche praticare DN.

Come funziona il Dry Needling? – Il DN ha effetti meccanici e biochimici. In base agli studi scientifici attuali, oggi sappiamo che l’inserzione di un ago in un’area muscolare disfunzionale (Trigger Point) causa cambiamenti meccanici e biochimici peculiari che influenzano il sistema nervoso a ogni livello, modulano e riducono l’infiammazione locale e l’esperienza del dolore (o altri sintomi), e migliorano il tono e la performance muscolare.

Per quali problematiche è indicato il DN? Il DN può essere impiegato per trattare numerose problematiche neuro-muscolo-scheletriche soprattutto quelle in cui i muscoli e le fasce muscolari sono valutate come fonte principale dei sintomi del paziente. Le condizioni più comuni sono, in termini biomedici, le diagnosi classiche di: cervicalgia, lombalgia, radicolopatie (cervicobrachialgia, sciatalgia), dolori della spalla, del gomito (le care vecchie “epicondiliti/epitrocleiti”) , tunnel carpale, cefalee ( emicrania senz’aura, cefalea tensiva , cefalea cervicogenica, cefalea da disordine temporo-mandibolare), artrosi, dolore temporomandibolare, lesioni muscolari.

E’ una tecnica dolorosa? E’ una questione soggettiva. Molti pazienti non avvertono neanche l’inserzione del micro ago. La tecnica può essere applicata in modo statico e dinamico. La prima non è praticamente mai dolorosa. La seconda può dare sensazioni dolorose ma della durata di 1-2 secondi. Un fenomeno tipico e molto importante è la Local Twitch Response cioè un piccolo e brevissimo “spasmo di rilascio”. Questo fenomeno è positivo ed è una reazione ricercata dal terapista perché garantisce il rilascio neuro-muscolare e la riduzione successiva dei sintomi.

Gli aghi sono sterili? Si, gli aghi sono monouso e igienicamente ultra testati. Personalmente utilizzo sia per i pazienti che per la formazione solo il top della qualità che è la marca giapponese Aghi Seirin . Questi aghi sono studiati ingegneristicamente per essere inseriti anche senza dolore.

Quando si fa Dry Needling? Il DN è una tecnica che il terapista sceglie tra tante altre tecniche a sua disposizione. In base alla diagnosi o valutazione funzionale, se non ci sono controindicazioni, può essere applicata come qualsiasi altra tecnica manuale. Il momento migliore per impiegarla è in genere nelle prime fasi per un’azione biostimolante dei tessuti e la modulazione dei sintomi, oppure nelle condizioni croniche che rispondono poco e male ad altri interventi (farmaci, terapia manuale).

Cosa devo aspettarmi dopo il trattamento? Generalmente, dopo il DN il paziente riferisce un indolenzimento e affaticamento locali, come se avesse fatto palestra in modo intenso o avesse ricevuto un massaggio intenso e profondo. Questa sensazione varia in base ai muscoli trattati e al numero di aghi nonché alla tecnica utilizzata e dura 24-72h al massimo, andando a scemare in modo progressivo. Alcuni pazienti non sentono più nulla dopo qualche ora, altri si allenano subito, altri si abituano in 2-3 gg. Generalmente per il successivo trattamento di DN si aspettano 5 o 7 gg che sono i tempi biologici naturali migliori.

Cosa posso fare dopo il trattamento per ridurre l’indolenzimento? La risposta varia in base alla sensazione personale di indolenzimento. Non ci sono regole precise e colleghi di vari paesi adottano metodiche contrastanti. Per un’azione antidolorifica si consigliano applicazioni brevi di ghiaccio: 3- 5 minuti per almeno 3 volte oppure un massaggio col ghiaccio sull’area dolente. Se è un indolenzimento meno intenso (sensazione tipo fatica muscolare) si consiglia invece una doccia o un bagno caldi per promuovere la vascolarizzazione e l’ossigenazione. In base ai muscoli trattati e alla loro funzione,  si danno al paziente semplici esercizi di tonificazione o di stretching.

Quante sedute servono? Generalmente il DN è una tecnica che non viene mai impiegata da sola ma si abbina a tecniche manuali ed esercizi. I trattamenti di terapia manuale in generale devono produrre dei risultati significativi in 2-6 sedute al massimo, altrimenti la diagnosi e la valutazione funzionale sono errate. Fanno eccezione le condizioni croniche di lunga data e alta disabilità. Il DN causa cambiamenti meccanici e biochimici che possono essere immediati e risolutivi in modo completo, o necessitare una programmazione temporale specifica.

Perché il mio medico di fiducia non conosce o conosce molto poco il DN? – In Italia il DN è una metodica tecnica relativamente nuova e comunque poco conosciuta tra medici, fisioterapisti e altri professionisti sanitari. Ci sono medici, o medici-agopunturi, che la conoscono e praticano da tempo, così come i fisioterapisti. Ma sono pochi ancora perché è una tecnica specialistica e l’aggiornamento professionale in Italia è limitato. Personalmente son stato tra i primi in Italia a parlarne in modo significativo, contribuendo a diffonderne la conoscenza via social tra la categoria. Insieme ad altri colleghi abbiamo fondato la Dry Needling Italia, un’associazione culturale che per prima in Italia propone una formazione internazionale di alta qualità e secondo le corrette direttive Ministeriale, e per prima promuove la diffusione della metodica, tra pazienti e medici, e si batte per il suo riconoscimento ufficiale e indipendente.

Per questo motivo ti chiedo di aiutarci a informare medici e pazienti e chiunque altro, e divulgare tale metodica terapeutica.

Chi può fare Dn in Italia? In Italia oggi, il DN può essere praticato SOLO da Medici e Fisioterapisti laureati – che non è un dato da sottovalutare – che siano certificati secondo programmi ufficiali internazionali e che operino in contesti ambulatoriali specifici, in grado di assicurare le norme igieniche migliori nonché trattamenti sicuri.

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