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Introduzione

Negli ultimi anni sono stati effettuati molti studi su come la mancanza di sonno incide sul cervello.

Chi soffre di emicrania lo sa perfettamente, o almeno intuisce gli effetti negativi che la privazione del sonno possa avere su una persona. Dormire poco è un interruttore, trigger, del mal di testa tra i più diffusi e potenti.

In generale, oltre a scatenare emicranie da record, la mancanza di riposo causa anche una serie di altri disturbi psicofisici molto importanti.

La mancanza di sonno in uno studio del 1959

In realtà non si tratta di un vero e proprio studio scientifico su come la mancanza di sonno incide sul cervello, ma di un caso che però suscitò la curiosità e l’interesse di molti studiosi ed esperti.

Nel 1959 un popolare DJ di New York, Peter Tripp, rimase sveglio per ben 200 ore di fila per uno show alla radio. Mise canzoni, nella famosa Time Square, per una raccolta di beneficienza mostrando gli effetti che la mancanza di sonno può avere sulle persone.

In quel periodo, studi su questi argomenti, erano rarissimi (se non assenti). L’impatto, in che quello che venne ribattezzato come il “wakeathon”, sulla mente di Peter Tripp fu più violento di quanto si potesse ipotizzare.

Peter era considerato una persona allegra, gentile e calma, già dopo tre giorni (72 ore) era diventato facilmente irritabile, incline alla rabbia e a esplosioni emotive fuori controllo. Verso la fine del periodo iniziarono anche le allucinazioni e comportamenti al limite del paranoico.

Solo anni dopo gli scienziati sono stati in grado di attribuire i comportamenti del DJ alla mancanza di sonno:

  • Irritabilità,
  • Depressione,
  • Ansia,
  • Rabbia,
  • Pessimo umore.

Molti sostengono, quindi, che porti la persona a essere molto più emotiva agendo in modo irrazionale e spesso aggressivo.

Stanchezza ed emotività

Studi più recenti su come la mancanza di sonno incide sul cervello hanno mostrato che la privazione del sonno porti anche i soggetti all’incapacità di rispondere a domande banali o semplici test cognitivi. In più i soggetti che non si erano riposati hanno detto di sentirsi molto stressati e sottopressione.

Con l’avvento delle moderne apparecchiature per immagini è stato possibile osservare come la privazione del sonno porti a una emotività eccessiva.

La amigdala, un’area situata in profondità nel cervello, è il centro di controllo delle emozioni. Quando ai partecipanti agli esperimenti di privazione del sonno venivano mostrate “immagini emotivamente negative”, i livelli di attività nella amigdala erano superiori al 60% di quelli che invece avevano dormito.

I ricercatori hanno studiato anche come fossero connesse le differenti aree del cervello dei partecipanti:

  • Chi non aveva dormito aveva le connessioni disturbate tra la amigdala e la corteccia prefrontale mediale (che regola le funzioni della stessa amigdala).
  • Gli altri soggetti non mostravano modificazioni nelle connessioni cerebrali.

Ciò dimostra come la privazione del sonno spinga la amigdala ad avere reazioni eccessive a stimoli negativi perché disconnessa dalle regioni del cervello che dovrebbero moderarne le risposte.

Via da Las Vegas!

A Las Vegas i proprietari dei casinò hanno un detto: giocatori stanchi prendono decisioni rischiose. Per questo le luci molto forti, il rumore e la mancanza di finestre sono studiati per far perdere la cognizione del tempo.

Rompere le abitudini sonno-veglia è un meccanismo fondamentale che mettono in atto spingendo i giocatori ad agire sotto l’influsso della stanchezza che, come visto, non aiuta a livello cerebrale nella valutazione dei rischi.

Nel 2011 i ricercatori della Duke University hanno fatto un esperimento di “gioco d’azzardo”. Hanno invitato un gruppo di partecipanti a effettuare una serie di scommesse.

Dopo solo una notte senza dormire gli scienziati hanno notato come diminuivano le scelte “cautelative”, ossia quelle volte alla minimizzazione del rischio. Al contrario la maggior parte delle decisioni erano focalizzate a massimizzare una potenziale vincita anche a fronte di un incremento più che proporzionale del rischio.

La mancanza di sonno aveva reso i giocatori più inclini al rischio e, per certi versi, più ottimisti! La mancanza di ore di sonno aveva avuto anche modificazioni importanti sulla capacità del cervello di analizzare situazioni negative e positive.

Come la mancanza di sonno incide sul cervello: i suoi effetti sulla capacità di imparare

Un’altra area del cervello che subisce negativamente la mancanza di sonno è quella denominata ippocampo. Essa è un po’ il magazzino delle nuove memorie e, quando si dorme poco, perde la sua capacità di stoccaggio.

Uno studio scientifico (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17293859)dimostra chiaramente come questo avvenga: le persone “assonnate” hanno mostrato una minore attività dell’ippocampo quando dovevano memorizzare alcune foto.

Questa zona del cervello è simile a un magazzino temporaneo che poi smista le memorie in altre parti del cervello. Se la persona non dorme abbastanza l’ippocampo non riesce a smistare i dati e subisce un intasamento, una congestione, limitandone quindi le funzioni.

Conclusioni sulla mancanza di sonno

Dormire è necessario per l’organismo e soprattutto per il nostro cervello. Lo sa perfettamente il DJ Tripp la cui avventura ha avuto esiti negativi. Infatti quello stile di vita ha, probabilmente, inciso sulla sua vita privata portandolo al divorzio prima e la perdita del lavoro poi.

Qualche hanno dopo il record venne battuto da uno studente del liceo che arrivo a 264 ore.

Purtroppo nell’era moderna si ha la tendenza a dormire poco e male. L’utilizzo di smartphone, tablet e computer che emettono “luce blu”, incide profondamente sulla durata e qualità del sonno.

È assolutamente necessario imparare di nuovo l’importanza che il dormire riveste nella nostra vita e capire che si diventa più efficienti quando si è riposati.

Grazie ai molti studi scientifici, e alle nuove tecnologie, stiamo finalmente iniziando a comprendere come la mancanza di sonno incide sul cervello.

Dormire è una forma di investimento del nostro tempo che ci permette di essere più intelligenti, sicuri e di prendere decisioni migliori.

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