Sintomi cervicali e nervi coinvolti

I sintomi cervicali sono numerosi e possono avere cause diverse ma una cosa è certa: ci sono sempre dei nervi coinvolti . In base all’innervazione coinvolta e ai nervi che vengono irritati, la sintomatologia cambia:

  • C1, C2 e C3: Il coinvolgimento delle prime radici nervose dà dolori e sintomi principalmente a livello sottonucale, sulla testa fino ad arrivare davanti sulla faccia e sugli occhi. Possono anche dare sensazioni lungo tutto il collo fino alle spalle o alla scapola. L’irritazione di questi nervi può essere causa di cefalea cervicogenica, una volta detta anche “emicrania cervicale”.Ma possono anche contribuire al peggioramento dei sintomi e della frequenza dell’ emicrania o della cefalea tensiva.
  • C3 e C4. Questi nervi regolano ad esempio la funzionalità del diaframma e una loro irritazione può compromettere la respirazione ma anche dare dolori a livello del torace e delle scapole. L’irritazione di C3 è anche tipica del torcicollo o blocco cervicale acuto.
  • C5, C6, C7, C8. Un disturbo di questi nervi può dare invece sintomi sulle spalle, sulle braccia, sui polsi fino alle dita delle mani con debolezza, formicolii, intorpidimenti e alterazioni della sensibilità tipiche delle cosidette sindromi radicolari, della “cervicobrachialgia”, “del gomito del tennista o del golfista”, “tunnel carpale”. 

 

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Cosa fare? La terapia manuale

Per gestire questi disturbi è sempre necessaria una visita muscolo-scheletrica e poi seguire un programma di riabilitazione con terapia manuale. E’ un sistema di valutazione e trattamento naturale, scientificamente e clinicamente valida, che non prevede l’uso di farmaci né contempla l’uso di elettromedicali, bensì prevede l’impiego di tecniche manuali, educazione neuroscientifica ed esercizi “correttivi”. 

Tecniche di trattamento manuale

Le principali e migliori tecniche utilizzate dai fisioterapisti specializzati per gestire i disturbi cervicali sono:

  • tecniche dirette di manipolazione: si eseguono con le dita o con le nocche o con strumenti particolari, e consistono in pressioni sostenute o associate a scivolamenti o movimenti. Vengono interessati vari tessuti contemporaneamente: la cute, i vasi sanguigni, i nervi stessi, la fascia, i muscoli, i tendini, le articolazioni, i legamenti e le inserzioni di tali tessuti sulle ossa. Generalmente sono tecniche molto lente e di piccola ampiezza (pochi centimetri), con intensità e profondità variabili e graduali, per tempi brevi (30-60-90 secondi) e poche ripetizioni; 
  • tecniche miotensive (PIR Rilassamento Post Isometrico, RI Inibizione Reciproca): sono tecniche di mobilizzazione attivo-assistite che richiedono la partecipazione del paziente e prevedono stimolazioni di forza (minima) e stretching o modulazione percettiva;
  • tecniche intramuscolari  o Dry Needling;
  • tecniche di manipolazione spinale: sono tecniche di medicina manuale ortopedica e osteopatia, veloci, di piccola ampiezza, che possono produrre rumori particolari (i famosi “scrocchi” o  “crock” o “crack”) usate solo in casi particolari, molto sicure ed efficaci in mani esperte;
  • tecniche di educazione neuroscientifica e comunicazione/coaching per apprendere la neurofisiologia del dolore, rimodulare convinzioni negative, stimolare una risposta e partecipazione attive e responsabili al percorso terapeutico;
  • esercizi di ricondizionamento neuro-muscolare: movimenti specifici, semplici, per stimolare il sistema nervoso con effetti neurofisiologici locali e globali e favorire l’ottimizzazione delle capacità di carico e movimento dei tessuti.

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