Cefalea e stress, questo sconosciuto

“Il cervello emicranico è vulnerabile ai cambiamenti del sonno e allo stress e dunque è meglio cercare una certa stabilità”.

Così dice il Prof. Peter Goadsby MD, PhD specializzato nel trattamento delle cefalee presso l’UC San Francisco Medical Center.

Lo stesso vale per la cefalea tensiva in cui i fattori psicogeni stressanti e miofasciali hanno un ruolo co-causativo. La caratteristica principale del “cervello emicranico” nonché di quello della cefalea tensiva è di essere facilmente eccitabile oltre il dovuto. Tanti fattori possono, in tempi e modi diversi, iper-stimolarlo e portarlo “al crollo” fisiologico, con conseguente infiammazione che determina l’attacco del mal di testa.

Il maledetto stress!

Ma è sempre maledetto? Lo Stress è una risposta fisiologica di adattamento ed è fondamentale per affrontare al meglio le attività quotidiane, le situazioni difficili nonché per sopravvivere!

Lo stress serve e fa bene purchè a piccole e mirate dosi.

I problemi iniziano quando questa condizione di adattamento permane troppo a lungo e peggio ancora quando è alimentata dal tentativo di risolvere problematiche “mentali e virtuali”  senza effettuare le azioni “pratiche” necessarie per il loro superamento.

Non decidere di agire per cambiare le cose è lo stress più negativo di tutti!

In base alla durata possiamo parlare di stress acuto o stress cronico. In base alla natura dei fattori stressors distinguiamo invece il Distress o stress negativo dall’ Eustress o stress positivo .

  1. Il Diario uno strumento importante

L’uso del Diario è fondamentale per individuare i fattori stressor.

Il  dis-stress o stress negativo è sicuramente il peggiore perché impatta sia le funzioni neuro-psicologiche che immunitarie e anche il sistema muscolo-scheletrico.

La conseguenza naturale del dis-stress è un aumento delle tensioni e rigidità cervicali che peggiorano i mal di testa!.

La gestione ottimale dell’emicrania è multidiscipinare e prevede 8 step chiave:

  1. Prima visitadiagnosi medica
  2. Valutazione dei fattori contribuenti muscolo-scheletrici con un fisioterapista o attraverso il nostro TEST
  3. Valutazione dell’ impatto dei fattori psicologici mediante questionari in sede o con uno/a psicologo/a
  4. Valutazione dei disturbi del sonno e alimentari
  5. terapia farmacologica specifica preventiva e di pronto soccorso
  6. terapia alternativa o complementare con integratori e nutrizione specifica
  7. terapie complementari di riduzione dello stress (mindfulness, training autogeno, biofeedback)
  8. terapie di miglioramento psico-fisico (terapie miofasciali per trigger points e esercizio allenante programmato)

Come gestire il dis-stress

Ecco alcuni semplici consigli:

  • fissa le priorità: se tu ti senti meglio, fai più cose e le fai meglio.Stabilisci cosa è importante per te per stare meglio e fallo, eliminando le cose inutili o secondarie. La tua serenità prima di tutto.
  • il tuo tempo è prezioso: devi programmare bene i tuoi impegni famigliari e lavorativi e trovare lo spazio temporale essenziale (15 o 30 minuti o 1h) in cui “staccare la spina”. Occorre organizzarsi e “disinnescare” . Impara a dire “no” e prendere dei minuti di serenità o distrazione mentale per te.
  • siamo animali sociali: trova il tempo per coltivare relazioni sociali, interagire e scambiare esperienze positive sia correlate al mal di testa sia completamente diverse.
  • crescita personale: partecipa a un workshop (ce ne sono anche gratuiti) o a un corso di crescita personale e impara a capirti e autogestirti al meglio, favorendo serenità, fiducia in te stessa/o e soprattutto forza e volontà di cambiamento.
  • informati con attenzione: molte cose che si leggono su internet son inutili se non addirittura nocive perché aumentano le tue convinzioni negative e paure. Non credere a teorie posturali, medicine risolutive o farmaci magici, terapie veloci. Rivolgiti a professionisti sanitari qualificati per evitare illusioni e peggioramenti.
  • riposo: dormire la quantità giusta di ore è fondamentale per far recuperare il cervello. I disturbi del sonno aumentano il livello di iper-eccitabilità e vulnerabilità. Esercizio regolare, evitamento di caffeina, altri eccitanti, alchool, bevande gassate e cene pesanti, regolarizzare i tempi e modalità del sonno sono le chiavi del successo per favorire il miglior riposo e recupero necesssari. 

Approfondisci con le interviste della Dott.ssa Marika Nuti e della Dott.ssa Eleonora Drago.

 

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