1. Il concetto 3R System (Reset, Reinforce, Reload)
  2. Il concetto di Riproduzione & Risoluzione = Rilevanza
  3. Il concetto di Direzione Preferenziale di Movimento
  4. La Dermo-Neuro-Modulazione, un concetto canadese
  5. Il concetto di Mobilizzazione con Movimento
  6. Il concetto di Allenamento o Fitness Riabilitativo
  7. Il metodo della Valutazione Selettiva del Movimento Funzionale
  8. Il concetto di Neurodynamics
  9. Il concetto di Educazione Terapeutica Neuroscientifica
  10. I trigger points miofasciali

Introduzione

La terapia manipolativa è un trattamento di tipo manuale su tendini, muscoli, legamenti e articolazioni. Sono una serie di tecniche che, applicate a sistema, servono per migliorare la salute e la qualità della vita del paziente.

Tali discipline hanno origine migliaia di anni fa e, con l’esperienza e la sperimentazione sul campo, hanno dato vita a una serie di pratiche manuali senza l’uso di alcun farmaco.

Terapia manipolativa: a chi rivolgersi

Di sovente si sente al telegiornale o sui quotidiani di casi di malasanità, ma non solo. Le persone che subiscono danni per colpa di manipolazioni errate fatte da personale non qualificato sono purtroppo frequenti.

La terapia manipolativa è una vera e propria specializzazione che può essere praticata solo da personale che ha seguito specifici percorsi accademici e professionali:

  • Laurea
  • Formazioni riconosciute e accreditate
  • Certificazioni o diplomi internazionali
  • Master universitario in fisioterapia muscolo-scheletrica
  • Master in osteopatia

Va anche chiarito che la fisioterapia e l’osteopatia sono due cose diverse (e possono venir praticate solo da professionisti sanitari  e medici).

Non esistono protocolli standard, invece, per le cefalee primarie. Sta alla bravura del terapista creare di volta in volta un percorso multidisciplinare basato su riscontri di tipo neurofisiologico e sulla sua esperienza sul campo.

Se una persona soffre di cefalea e desidera verificare i disordini associati o il ruolo causativo  di specifici fattori (come quelli cervicali o cranio-mandibolari), si deve rivolgere a un terapista specializzato nella cura e valutazione delle cefalee e non professionisti “generici”.

La terapia manipolativa, metodiche e concetti della Clinica del Mal di Testa (CdMT)

Sin qui si comprende come affrontare le varie forme di cefalea sia possibile solo mettendo a sistema e integrando tra di loro differenti metodiche, concetti internazionali e formazioni accademiche.

La Clinica del Mal di Testa opera proprio in questo modo, integrando il tutto per proporre un approccio riabilitativo:

  • Globale,
  • Integrato,
  • Multimodale

Nato per rendere più snella la valutazione e cura di tutti quelli che vengono definiti disordini muscolo-scheletrici associati alle differenti tipologie di cefalea.

La Clinica del Mal di Testa applica ed utilizza vari modelli operativi e teorici elaborati dai migliori specialisti internazionali del settore.

  1. Il concetto 3R System (Reset, Reinforce, Reload)

Ideato dal collega americano Gray Cook si basa su tre fasi:

  1. Resettare, quello che viene fatto all’interno della struttura è volto a ridurre o eliminare le interferenze muscolo-scheletriche che provocano irritazione e dolore. Ci proponiamo di riattivare i meccanismi dell’organismo che cambiano le esperienze percettive verso quegli stimoli negativi aumentando la soglia di sopportazione del dolore. Miglioriamo anche la tonicità dei vari tessuti e anche la stessa mobilità.
  2. Nella CdMT ci adoperiamo a Rinforzare, in primis, la mente e l’approccio del paziente alle varie patologie, rendendolo parte attiva per la risoluzione del problema. Lo aiutiamo a capire la realtà della sua patologia, scansando conoscenze errate e sfatando falsi miti che rallentano la guarigione. Per noi è essenziale che la persona divenga parte integrante del percorso di guarigione e non un semplice spettatore che assiste passivamente alla terapia. Insegniamo, ad esempio, le strategie posturali da adottare e anche quelle comportamentali.
  3. Ricaricare, attraverso una dieta mirata (seguita dal nutrizionista) e il giusto esercizio fisico il corpo si ricarica. Esistono alcune tipologie di regimi alimentari che migliorano l’organismo e lo stato di salute e in più, come detto, è fondamentale fare esercizio fisico perché il corpo umano è stato fatto per muoversi, non per poltrire tutto il giorno.
  1. Il concetto di Riproduzione & Risoluzione = Rilevanza

Si tratta di un concetto sviluppato dal collega australiano Dean Watson (Reproduction & Resolution = Relevance) che ha fondato sia la Watson Headache Clinic che Headache Institute.

Io stesso (dott. Riccardo Rosa) ne sono il referente italiano.

Il concetto è stato  da me riproposto sotto l’acronimo AMS (Accensione – Modulazione – Spegnimento) che indica le 3 fasi come:

  1. Accensione, in questa fase si provocano i dolori del mal di testa attraverso una serie di test palpatori provocativi. Tali test sono considerati, per giustificare una terapia manipolativa, tra i più affidabili.
  2. Modulazione, una volta che il sintomo è stato “acceso”, sempre attraverso delle tecniche specifiche, si modula lo stesso per capire e valutare al meglio quali sono gli interruttori del dolore e come funzionano
  3. Spegnimento, un buon terapista sarà in grado, dopo le prime due fasi, di arrivare allo spegnimento del sintomo (es. dolore).

Se accadono queste tre fasi allora si ha la certezza che il rachide cervicale o anche l’atm, incidono sul mal di testa e di conseguenza una terapia manuale è utile per affrontare il problema.

  1. Il concetto di Direzione Preferenziale di Movimento

Il neozelandese Robin McKenzie, fondatore dell’omonimo centro, ha creato un metodo in cui si mettono in pratica:

  • Movimenti,
  • Posizioni semplici,

che il paziente esegue autonomamente o supportato dal terapista, per esaminare (grazie a sollecitazioni statiche o ripetute), la capacità di carico o la stessa mobilità di:

  • Muscoli,
  • Articolazioni,
  • Dischi,
  • Nervi,
  • e tutti gli altri tessuti.

Allo stesso tempo viene valutata “la direzione” che modifica la tensione e il carico sugli stessi provocando un attenuazione dei sintomi.

  1. La Dermo-Neuro-Modulazione, un concetto canadese

La collega Diane Jacobs ha elaborato una metodologia che si basa sull’utilizzo di tecniche manuali molto leggere. In pratica si tratta di manipolazioni cutanee e posizionamenti de-tensivi.

Si agisce quindi sui recettori che si trovano in superficie (sulla pelle) attraverso delle tecniche molto soft che sono valutazione e trattamento al tempo stesso.

  1. Il concetto di Mobilizzazione con Movimento

Viene anche chiamato semplicemente metodo Mulligan, dal nome del suo fondatore che ha messo in pratica un concetto che si basa sostanzialmente sull’uso di tecniche manipolative non dolorose durante l’esecuzione di movimenti direzione specifici (Mobilization with Movement).

Questo serve per aiutare il paziente a modulare istantaneamene la percezione di un movimento. Se accade che sia la sintomatologia, che la stessa mobilità, si modificano durante il trattamento, allora si conferma la causa muscolo-scheletrica e la condizione è assolutamente risolvibile.

  1. Il concetto di Allenamento o Fitness Riabilitativo

  • Nei paesi scandinavi, prima che si diffondessero le varie forme di terapia manipolativa e riabilitazione moderna, si svilupparono metodi di riabilitazione attiva (Esercizi terapeutici mirati) che prendevano da varie discipline come:
  • Yoga,
  • Ginnastica,
  • Arti marziali.

In quei paesi, a oggi, l’esercizio fisico viene visto anche come una vera e propria medicina prescritta dai medici ed elaborata, sotto forma di terapie, dai fisioterapisti.

  1. Il metodo della Valutazione Selettiva del Movimento Funzionale

Si tratta di un metodo del collega statunitense Gray Cook (denominato in inglese Selective Functional Movement Assessment – SFMA), è un sistema che serve per valutare e diagnosticare una disfunzione muscolo-scheletrica attraverso l’analisi degli schemi di movimento fondamentali.

Con questo metodo è possibile mettere in evidenza gli schemi che funzionano male e soprattutto andare a comprendere quali ne sono le cause dal punto di vista neuro-miofasciale, articolare o del controllo motorio.

  1. Il concetto di Neurodynamics

Il cosiddetto sistema di Mobilizzazioni del sistema nervoso si basa sulla constatazione che il nostro sistema nervoso ha bisogno, per funzionare al meglio, di spazio per muoversi, di sangue, ossigeno e stimoli “allenanti” o finalizzati per prosperare e rimanere in salute.

Se si verificano situazioni di blocco o anche semplici restrizioni ai nutrienti (e allo spazio) si provoca nell’organismo una modificazione mal-adattiva, transitoria o anche persistente, che provoca a sua volta una serie di sintomi (es. mal di testa).

  1. Il concetto di Educazione Terapeutica Neuroscientifica

Il metodo Therapeutic Neuroscience Education (TNE) è stato messo a punto dai fisioterapisti dell’ISPI. Attraverso esso si insegna la “neuroscienza del dolore”.

È scientificamente provato che capire come funziona effettivamente il nostro sistema nervoso, con gli annessi meccanismi del dolore, permette di cambiare la percezione dello stesso dolore portando effetti positivi a chi ne soffre.

Le “lezioni” sono prive di inutili accademismi e si basano su terminologie semplici, di facile comprensione come immagini o anche metafore.

  1. I trigger points miofasciali

La disfunzione neuro-miofasciale è senza dubbio una delle cause principali di dolore; si tratta di micro alterazioni che coinvolgono sia il sistema detto appunto miofasciale, sia il sistema neuro-vascolare.

Sono risposte che l’organismo dà, di tipo adattivo-funzionale. Quando persistono e coinvolgono più aree dello stesso muscolo o più muscoli possono determinare condizioni mal-adattive portando alla comparsa di sintomi come il dolore oppure al peggioramento di quelli già presenti come, ad esempio, nel caso di emicrania oppure cefalea di tipo tensivo.

Le varie forme di terapia manipolativa come cura per l’emicrania e la cefalea di tipo tensivo

Come abbiamo visto esistono  molte tecniche, concetti e metodi volti ad affrontare al meglio patologie come l’emicrania o la cefalea di tipo tensivo. Un buon terapeuta sarà in grado di valutare i sintomi, le cause e la scelta della cura più adatta per il paziente.

Se applicate nel modo giusto, da personale qualificato, possono dare risultati positivi in poco tempo. Ecco perché è fondamentale rivolgersi a centri specializzati che abbiano una visione ampia e olistica del problema.

La terapia manipolativa ha valore e può effettivamente aiutare nel processo di guarigione di patologie dolorose e invalidanti come l’emicrania e la cefalea di tipo tensivo .

 

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