Introduzione

La terapia manuale o manipolativa ha origini antichissime: più di 4.000 anni fa!

Oggi con questa espressione si fa riferimento al trattamento di cute, muscoli, nervi, tendini, legamenti e articolazioni eseguito “cum manu”. La terapia manuale o manipolativa è una branca specialistica della cosiddetta riabilitazione neuro-muscolo-scheletrica. Non è un’unica tecnica ma un insieme di interventi manuali, educativi ed esercizi messi a sistema e scientificamente validi per il benessere del paziente.

Tre sono gli elementi cardine della medicina moderna:

  1. L’ esperienza del clinico.
  2. Le evidenze scientifiche.
  3. La persona sofferente con le sue volontà , bisogni e aspettative di guarigione.

La terapia manipolativa si basa sulla storia del persona assistita, sulla valutazione dei sintomi, delle abilità, delle possibili cause e infine del trattamento mirato e “cucito ad hoc” sulle esigenze della persona.

Terapia manipolativa: i suoi effetti benefici

Tale tipologia di tecniche si svolge attraverso il contatto fisico e prevede la manipolazione di specifiche zone del corpo al fine di riequilibrare la funzionalità dei tessuti manipolati e lo stato di salute generale.

Essa ha effetti, scientificamente dimostrati, a livello del sistema nervoso periferico, spinale e corticale. 

Si tratta di terapie utili per chi soffre di dolori neuro-muscolari e articolari di varia natura e può essere di grande aiuto contro varie tipologie di cefalea.

Tra i vari benefici della terapia manuale abbiamo:

  • Prima di tutto può ridurre o eliminare le rigidità neuro-muscolari e articolari.
  • Permette di incrementare la “soglia di tolleranza agli stimoli” individuale.
  • Riduce l’irritabilità e iper-eccitabilità del sistema nervoso.
  • Porta a incrementare la funzionalità e capacità di carico dei muscoli, delle articolazioni e dei tessuti nervosi.
  • Aiuta a migliorare le strategie posturali e gli schemi di movimento.
  • Permette infine di ridurre il dolore e altri sintomi.

Chiaramente si tratta di una serie di benefici che necessitano di una serie di interventi. Di solito, quando indicata, apporta miglioramenti importanti in quattro o sei sedute e prevede esercizi di mantenimento.

Chi decide di intraprendere questo percorso terapeutico deve imparare ad ascoltare e ascoltarsi e seguire le indicazioni terapeutiche.

Che strumenti vengono usati durante una terapia manuale?

Il primo strumento è il “contatto” con le mani. Con esse il terapista mette in atto una serie di tecniche più o meno complesse che aiutano a migliorare e riequilibrare la mobilità articolare, l’estensibilità miofasciale e le risposte del sistema nervoso.

Le principali tecniche sono:

  • Di tipo prettamente manuale del mondo della fisioterapia o osteopatia. Si agisce soprattutto manipolando muscoli, articolazioni, nervi, vasi sanguigni e fasce.
  • Allenamento riabilitativo che consiste in esercizi fisici dosati per migliorare il tono muscolare, la resistenza, la forza, la postura e la mobilità delle varie parti del corpo.
  • Tecniche fisioterapiche di educazione al dolore in cui si insegna al paziente come funziona il suo corpo, e il dolore, per aiutarlo ad affrontare una serie di paure ed elementi negativi a livello motivazionale e psicologico.
  • Biofeedback neuro-muscolare: negli ultimi anni la scienza ha appurato la validità scientifica di questo strumento in cui si insegna, al paziente, ad avere un controllo diretto sulla propria tonicità neuro-muscolare (es: regolare le tensioni neuro-muscolari che possono favorire la precipitazione di un attacco di emicrania).

Si evince chiaramente come queste tecniche non abbiano controindicazioni e non contemplino l’uso di farmaci. L’unico sforzo che deve fare il paziente è la costanza: per guarire servono la volontà e il tempo da dedicare alla propria salute.

Molti hanno il timore di dover andare da un terapista per tutta la vita: niente di più errato. Un buon terapeuta non solo risolve (o migliora dove possibile) il problema, ma insegna al paziente tecniche e metodi per l’auto-mantenimento al fine di evitare che si riproponga di nuovo o allo stesso modo.

Terapia manipolativa: come funziona nella realtà

Chi ha avuto la fortuna di essere curato da un terapista competente conosce le sensazioni che provoca la terapia manuale.

È come andare dal meccanico che lavora fisicamente sul motore di una automobile e noi sentiamo lo sferragliare degli attrezzi (le sue mani), sul veicolo (il nostro corpo). In questo processo non c’è nulla di “magico”, sono appunto stimolazioni di tipo:

  • meccanico,
  • chimico,
  • termico,

che servono per mettere in moto una “rimodulazione percettiva”.

Cosa serve per far funzionare davvero una terapia manuale? Si tratta di una concomitanza di elementi che, a sistema, aiutano la persona sofferente nella guarigione e gli permettono di cambiare (in positivo) la sua interpretazione di alcuni stimoli. Questo fa sì che possa diminuire fino a eliminare la percezione delle interferenze irritative che lo colpiscono.

Serve quindi:

  • Un esperto.
  • Le tecniche vanno comunicate nel modo giusto.
  • Vanno eseguite nel modo giusto.
  • Nel posto giusto.
  • E alla persona giusta.

Un buon terapista deve sapersi relazionare con il paziente, in un ambiente adatto a quel tipo di manipolazione così si potrà rimodulare rapidamente l’esperienza sintomatologica (la percezione che il paziente ha dei sintomi, o che pensa di avere).

La terapia manuale permette anche di potersi muovere meglio, in modo “nuovo”, con una migliore reattività agli stimoli esterni.

Durante  ogni singola seduta con una tecnica manipolativa devono verificarsi dei “cambiamenti positivi” che indicheranno come la terapia stia avendo un ruolo importante per la risoluzione, ad esempio,  della cefalea stessa.

Il miglioramento, o anche cambiamento, nelle capacità motorie  e nei sintomi accusati dal paziente è proprio il risultato che si ha con questa “rimodulazione percettiva” messa in atto dalla terapia.

Nella vecchia concezione della terapia manuale si crede che si apportino delle modifiche come:

  • Sciogliere muscoli.
  • Spostare ossa.
  • Rimettere a posto nervi accavallati.
  • Allineare la colonna vertebrale.

Niente di più errato!

È il corpo ad auto adattarsi in base ai nuovi stimoli che gli vengono forniti. Questo fa la terapia manuale.

 

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