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TERAPIA MANUALE

Terapia Manuale o Manipolativa: cosa è

La Terapia Manuale o Manipolativa è un’espressione specifica con cui si indica una branca specialistica della riabilitazione neuro-muscolo-scheletrica moderna. 

E’ un insieme di tecniche di valutazione, trattamento e mantenimento, senza farmaci, che tiene conto dei 3 pilastri della medicina moderna: l’esperienza del clinico, le evidenze scientifiche e i valori e le aspettative della persona assistita.

 

 

Terapia Manuale o Manipolativa: strumenti

La terapia manuale o manipolativa include come strumenti operativi: 

tecniche manuali di medicina riabilitativa, fisioterapia e osteopatia su muscoli, fasce, vasi sanguigni, nervi, articolazioni;

– tecniche fisioterapiche di bio-feedback neuro-muscolare per imparare a autoregolare la tonicità neuro-muscolare e migliorare il controllo posturale e dei movimenti;

tecniche fisioterapiche di educazione al dolore per capire come funziona il tuo sistema nervoso, sfatare miti ed eliminare paure;

allenamento o fitness riabilitativo , cioè l’insieme di esercizi riabilitativi specifici per ottimizzare la tua tonicità, forza, resistenza, nonché postura e capacità di movimento.

 

Terapia Manuale o Manipolativa: effetti

La Terapia Manuale o Manipolativa ha effetti neurofisiologici dimostrati scientificamente che coinvolgono sia i tessuti periferici che spinali e corticali.

Le diverse tecniche manuali, educative, di biofeedback e gli esercizi: 

  1. migliorano l’ambiente chimico e modulano la tensione dei tessuti con effetto de-sensibilizzante perchè riducono il livello di irritabilità e ipereccitabilità del sistema nervoso (che è la base di partenza degli attacchi di emicrania e cefalea tensiva).
  2. riducono o eliminano le rigidità neuro-muscolari e articolari,
  3. migliorano la mobilità, la funzionalità e le capacità di carico dei tessuti nervosi, muscolari e articolari;
  4. aumentano la soglia di tolleranza agli stimoli,
  5. migliorano le strategie posturali, la capacità e gli schemi di movimento,
  6. riducono di conseguenza le infiammazioni, i dolori e altri sintomi.

 

 

Terapia Manuale o Manipolativa: come funziona

Le tecniche di Terapia Manuale o Manipolativa sia essa fisioterapica o osteopatica non hanno nulla di magico.

Sono stimolazioni meccaniche, chimiche e termiche che permettono una “ri-modulazione percettiva”. Quando le tecniche sono praticate da esperti, sono comunicate nel modo “giusto” alla persona “giusta”, sono eseguite nel “posto e nel modo giusto” per quella persona,  allora stimolano peculiari meccanismi del corpo che permettono di modificare in positivo l’interpretazione di certi stimoli, riducendo o “spegnendo”  la percezione delle interferenze irritative (reali o potenziali o immaginate).

Questo permette di ri-modulare subito e in meglio l’esperienza sintomatologica, cioè quello che “percepisci” o pensi di “percepire” a livello della cute, dei muscoli, dei nervi.

Tutto ciò ti aiuta inoltre a muoverti in modo nuovo e più, permettendoti di reagire meglio agli stimoli quotidiani.

Per questo motivo ogni tecnica di valutazione è al tempo stesso una tecnica di trattamento e nella medesima seduta devono avvenire dei cambiamenti positivi per poter affermare che quello che stiamo stimolando abbia un ruolo nella cefalea in questione.

Il cambiamento dei sintomi o della capacità di movimento, il “sentirsi o muoversi meglio” è il risultato di questa ri-modulazione percettiva.

Non si spostano ossa né si sciolgono nodi muscolari o nervi accavallati né si riallineano colonne. Questi sono concetti antichi e superati nonché pericolosi perché ti convincono di cose che non esistono né accadono. Il corpo è forte e resistente e si autoadatta attraverso gli stimoli giusti.

 

 

Terapia Manuale o Manipolativa: a chi rivolgersi

La Terapia Manuale o Manipolativa è una specializzazione. Le figure professionali a cui rivolgersi in Italia in assoluta sicurezza sono i Fisioterapisti laureati che hanno completato dei percorsi specifici come Certificazioni o Diplomi internazionali, Laurea Magistrale, Master universitario o Osteopatia.

La fisioterapia e l’osteopatia (che oggi in Italia possono praticare solo medici e professionisti sanitari) non sono la stessa cosa né sono uguali per tutti.

Sia nell’uno che nell’altro caso spesso si applicano “ricette” o protocolli standard. Per la gestione delle cefalee primarie è necessario, invece, un approccio specialistico, multidisciplinare, basato su riscontri neurofisiologici precisi e personalizzato.

Se soffri di cefalea e vuoi verificare il ruolo causativo dei fattori cervicali o cranio-mandibolari , assicurati di rivolgerti a un fisioterapista che sia specializzato in questo ambito (dunque no fisioterapia o osteopatia “classica”).

E assicurati che collabori con medici altrettanto specializzati onde evitare inutili perdite di tempo, risorse economiche e speranze.  

 

 

Terapia Manuale o Manipolativa: metodiche e concetti della Clinica del Mal di Testa

L’approccio riabilitativo impiegato dai fisioterapisti/osteopati formati dalla Clinica del Mal di Testa integra il meglio di varie formazioni accademiche e soprattutto di metodiche o concetti internazionali. Quest’ approccio integrato, multimodale, si è sviluppato per semplificare e velocizzare la valutazione e la gestione dei disordini muscolo-scheletrici associati alle principali forme di cefalea.

I principali modelli teorici e operativi a cui si fa riferimento sono:

 

1) Il concetto “3’R System” , ResetRenforceRe-Load del collega americano Gray Cook.  

Noi fisioterapisti della Clinica:

Resettiamo, nel senso che tutto quello che facciamo manualmente o tramite esercizi si propone:

– di ridurre e eliminare le interferenze muscolo-scheletriche irritative,

– attivare o ri-attivare quei meccanismi interni che modificano la tue esperienze percettive nei confronti di stimoli irritativi, migliorando la tua soglia di tolleranza nonché la mobilità e tonicità dei tuoi tessuti. 

Rinforziamo, nel senso di “rinforzare la tua mente e la tua partecipazione”. Ti facciamo comprendere quali sono i falsi miti, le informazioni errate e negative che “ti hanno raccontano finora” e che alterano il tuo recupero! Ci assicuriamo che tu comprenda e decida di partecipare attivamente al percorso terapeutico. Ti indichiamo le migliori strategie posturali e di movimento per la tua condizione,  cosa ridurre o evitare, e altri rimedi comportamentali per stare meglio,

Ricarichiamo, cioè ti aiutiamo a migliorare la capacità di carico del tuo corpo attraverso i “migliori farmaci” naturali: l’integrazione alimentare e l’esercizio. Ci sono regimi alimentari specifici per stare meglio. L’esercizio è fondamentale per avere meno sintomi, per “ricaricare” i tuoi tessuti e migliorare la capacità di gestire i carichi quotidiani, di muoverti in modo efficace e di ottimizzare le tue abilità neuro-motorie.

 

2) Il concetto Reproduction&Resolution=Relevance  o Riproduzione&Risoluzione=Rilevanza del collega australiano esperto in cefalee Dean Watson, fondatore della Watson Headache Clinic e dell’Headache Institute di cui io, Dott. Riccardo Rosa faccio parte in quanto principale referente italiano nonché tra i primi 10 europei.
Per facilitarne la comprensione in italiano da parte dei pazienti, questo concetto è stato da me riformulato in ACCENSIONE-MODULAZIONE-SPEGNIMENTO (AMS).  

Il metodo consiste in test palpatori provocativi per verificare subito di riprodurre (accensione), ridurre (modulazione) e risolvere (spegnimento) i sintomi del tuo mal di testa.

Si, hai letto bene: cerchiamo la riproduzione e risoluzione immediata dei sintomi del tuo mal di testa!

I test provocativi sono i più affidabili in riabilitazione e per giustificare un trattamento manuale è fondamentale riuscire ad accendere, modulare o spegnere nella stessa visita, sintomi simili o uguali a quelli dei tuoi attacchi di cefalea!

Solo quando ciò accade significa che il rachide cervicale e/o l’atm influiscono veramente sul tuo mal di testa e la terapia manuale è un aiuto fondamentale per migliorare o risolvere questi disordini!

Ovviamente bisogna sapere bene come farlo  e per questo devi rivolgerti a un fisioterapista esperto.

3) il concetto di Directional Preference of Movement o Direzione Preferenziale di Movimento del collega neozelandese Robin McKenzie fondatore del McKenzie Institute. Il metodo McKenzie consiste nell’impiego di movimenti o posizioni, semplici e secondo direzioni precise, eseguiti in modo autonomo dal paziente o assistiti dal terapista. Attraverso sollecitazioni ripetute o statiche si esamina la mobilità e capacità di carico di più tessuti contemporaneamente (nervi, muscoli, articolazioni, dischi etc) e si verifica la presenza di una direzione in grado di modificare le tensioni di tali tessuti e ridurre subito i sintomi del paziente. Quando ciò si realizza, significa che la sintomatologia ha una causa periferica muscolo-scheletrica che si può risolvere al 100%.

4) il concetto di Mobilization with Movement o Mobilizzazione con Movimento del collega neozelandese Brian Mulligan fondatore del Metodo Mulligan. Questo metodo consiste nell’applicazione di tecniche manuali senza dolore e secondo specifiche direzioni durante l’esecuzione di movimenti attivi del paziente al fine di modulare la percezione dello schema di movimento. Quando la mobilità e la sintomatologia si modificano subito, significa che la disfunzione di movimento e la sintomatologia hanno una causa muscolo-scheletrica che si può risolvere al 100%.

5) il concetto Dermo-Neuro-Modulation o Dermo-Neuro-Modulazione della collega canadese Diane Jacobs. La metodica parte dalla giusta considerazione del ruolo del tessuto cutaneo e dai concetti di neurodinamica e consiste in tecniche manuali estremamente soft che attraverso stretch cutanei o posizionamenti de-tensivi agiscono sui recettori superficiali modulandone la capacità di percezione. Anche in questo caso le tecniche sono valutazione e trattamento al tempo stesso e quando modificano immediatamente i sintomi confermano una causa o contributo periferici superficiali.

6) il metodo Selective Functional Movement Assessment SFMAValutazione Selettiva del Movimento Funzionale, del collega americano Gray Cook. Si tratta di un sistema di valutazione e diagnosi fisioterapico basato sull’analisi di schemi di movimento fondamentali. Seguendo un algoritmo ben strutturato e ripetibile, la metodica consente di individuare gli schemi mal-funzionanti e la loro causa in termini di disfunzione neuro-miofasciale o articolare o controllo motorio alterato.

 

7) il concetto Medical Exercise Therapy MET, da noi rinominato Allenamento o Fitness Riabilitativo. Prima ancora dell’osteopatia, della chiropratica e della fisioterapia stessa, i primi interventi di riabilitazione “moderna”,  che costituiscono la base della odierna terapia manuale, si svilupparono nei paesi scandinavi attraverso la ginnastica o esercizio terapeutico mirato (affondando le loro radici nel ben più antico yoga, nelle arti marziali e nel movimento allenante generale). Oggi, in questi paesi, l’esercizio dosato (aerobico, isotonico, isometrico) e specifico per la patologia, viene prescritto dai medici come una vera e propria medicina ed è poi elaborato e gestito da fisioterapisti esperti.

 

8) il concetto di Neurodynamics di Michael Shacklock o Mobilizzazioni del sistema nervoso del NOI Group. Il sistema nervoso per funzionare al meglio necessità di spazio per potersi muoversi e ha bisogno di un continuo e importante apporto di sangue e ossigeno per nutrirsi. Qualsiasi restrizione di uno di questi parametri comporta un’alterazione che può essere transitoria e adattiva o persistente e maladattiva con conseguenze negative e sintomi.

 

9) il metodo Therapeutic Neuroscience Education TNE o Educazione Terapeutica Neuroscientifica dei colleghi fisioterapisti dell’ ISPI che prevede l’insegnamento della neuroscienza del dolore ai pazienti, senza tecnicismi o parole “vincolanti” ma mediante metafore e immagini semplici. E’ stato dimostrato che apprendere come funzionano il sistema nervoso e i meccanismi del dolore aiuta a modificare la percezione del dolore stesso e ha effetti terapeutici migliorativi e benefici a lungo termine.

 

10) il concetto di Trigger Point o Disfunzione Neuro-Miofasciale che è tra le cause più comuni e diffuse di dolore lamentate dai pazienti nel mondo. Queste alterazioni coinvolgono contemporaneamente il sistema neuro-vascolare e quello miofasciale e sono normali risposte di adattamento funzionale entro certi limiti. In base al tempo di persistenza e in base al numero e alle aree muscolari coinvolte, possono diventare condizioni mal-adattive e scatenare sintomi o contribuire a peggiorare quadri clinici di altre patologie come la cefalea di tipo tensivo (in cui giocano un ruolo co-causativo) e l’emicrania senz’aura.

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