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Introduzione

Non mi sento la testa”…. “mamma mia mi gira tutto”…. ma che fai sbandi? Sei ubriaco?”…. “quando alzo la testa o la giro troppo poi c’ho tipo gli svarioni”…. “devo fare piano altrimenti mi gira la testa e non mi reggo in piedi”…..

Questi sono i commenti comuni delle persone che soffrono delle popolarmente dette Vertigini da Cervicale o Vertigo Cervicogenica (in inglese Cervicogenic Dizziness). Con il termine vertigine si intendono infatti 2 condizioni peculiari:

  1. quella in cui il paziente sperimenta una sensazione di rotazione del corpo rispetto all’ambiente circostante (la vertigine soggettiva),
  2. quella in cui il soggetto ha la sensazione che l’ambiente ruoti rispetto al suo corpo (vertigine oggettiva).

La prima si associa verosimilmente a problemi neurologici centrali mentre la seconda a disordini infiammatori, meccanici o patologici del sistema vestibolare. Pertanto la terminologia più corretta sarebbe sindrome cervicale pseudo-vertiginosa.

Cause generali

I fattori principali potenzialmente causa di vertigine sono:

  •  i disturbi periferici dell’apparato vestibolare (la Vertigine Posizionale Benigna Parossistica (BPPV) è quella più comune, la sindrome di Menierè (danno del sacco endolinfatico), labirintite e disordini degli otoliti etc
  • insufficienza dell’arteria vertebrale
  • disfunzioni dell’oculomotricità
  • disturbi cardiovascolari
  • disfunzioni del sistema nervoso autonomo
  • patologie neurologiche
  • traumi cervicali (colpo di frusta, concussioni cerebrali)
  • disfunzioni cervicali (ridotta mobilità articolare, alterazioni e dolori muscolari in particolare i segmenti cervicali superiori – le prime vertebre e l’area suboccipitale).

Per questo motivo il primo step fondamentale da consigliare sempre a una persona che soffre di vertigini (soprattutto se di recente insorgenza) è una visita medica specialistica dall’otorinolaringoiatra, per escludere la presenza di patologie serie in atto e verificare che il sistema vestibolare non abbia problemi.

La cervicale e il controllo motorio e posturale

I muscoli e le articolazioni cervicali forniscono continuamente al sistema nervoso informazioni fondamentali per il controllo motorio e posturale che può essere definito come la capacità di un soggetto di eseguire la miglior performance di movimento, con il dispendio energetico minore, mantenendo stabile la base di appoggio e l’orizzontalità dello sguardo.

Il rachide cervicale è infatti interconnesso attraverso un complesso network neuroanatomico e numerosi riflessi cervico-vestibolo-oculari, con l’apparato vestibolare (orecchio) e quello visivo (occhi) per coordinare al meglio, in modo automatico, i movimenti della testa con quelli degli occhi e con la stabilità posturale. I muscoli suboccipitali e le prime articolazioni cervicali (occipite-atlante-epistrofeo-terza cervicale) svolgono un ruolo chiave in questo senso.

Qualsiasi problema o disfunzione a carico dei recettori meccanici e nocicettivi cervicali comporta un’alterazione del controllo motorio e posturale con conseguenti segni e sintomi specifici tra cui i più comuni sono la cefalea e appunto la vertigine.

Sintomi delle vertigini da cervicale

La vertigine cervicale, o meglio i sintomi vertiginosi associati a problemi cervicali, hanno una frequenza episodica (mentre quella vestibolare dipende strettamente dai movimenti della testa e del corpo), possono durare minuti o ore (quella vestibolare dura secondi o minuti) e i movimenti e i dolori del collo influenzano i sintomi (quella vestibolare è influenzata da cambiamenti di posizione del corpo, rotolamenti nel letto, movimenti veloci della testa).

Dalle persone affette, i sintomi vengono così descritti:

  • sensazione aspecifica di orientamento alterato, dunque disorientamento: “mi sento sbandare”, “barcollo” , “ooopppss dove siamo?”
  • instabilità posturale o sensazione vaga di disequilibrio da fermo: “è come se fossi ubriaco”
  • sensazione di leggerezza della testa
  • visione offuscata, nausea, dolori al collo
  • difficoltà di concentrazione e di lettura (le parole saltano sulla pagina)
  • alterazioni visive: il contorno degli oggetti sembra sfocato
  • difficoltà a camminare al buio o sulle scale – mal di testa (se la cefalea è già presente, può peggiorare notevolmente).

Cause cervicali delle vertigini

A livello cervicale, le cause principali che possono determinare una disfunzione cervicale e di conseguenza favorire il terreno per la comparsa di sintomi vertiginosi sono:

  1. traumi diretti o indiretti (colpo di frusta, concussione)del collo o della testa
  2. sovraccarichi da posture quotidiane o lavorative stereotipate e svantaggiose
  3. gestualità  lavorative ripetute e microtraumatiche
  4. cefalea
  5. patologie (artrosiche, discali etc)
  6. disfunzioni e dolori temporomandibolari
  7. stress emotivi

Le disfunzioni cervicali che possono causare la sintomatologia vertiginosa nello specifico sono:

  1. infiammazioni articolari, muscolari, neurali
  2. ridotta mobilità articolare e neurale (neurodinamica), soprattutto a livello suboccipitale delle prime vertebre cervicali
  3. alterazioni del sistema nervoso simpatico
  4. rigidità/ tensioni fasciali e neuromuscolari cervcio-toraciche e cranio-cervicali
  5. alterazioni funzionali e strutturali muscolari (riduzioni della forza, resistenza, schemi di coordinazione e attivazione, modifiche metaboliche, fatica etc).

Tutto ciò altera la normale funzione dei recettori cervicali e le correlate informazioni somato-sensoriali. Di conseguenza la loro integrazione e modulazione e le funzioni riflesse connesse con i sistemi vestibolare e visivo vengono perturbate determinando la comparsa di disturbi tra cui principalmente la vertigine e/o la cefalea.

Vertigini da cervicale e rimedi manuali

La terapia manipolativa ortopedica e osteopatica sono un rimedio molto efficace per le problematiche vertiginose di origine cervicale, a patto di rivolgersi a professionisti sanitari laureati e preparati. Le tecniche sono eseguite manualmente, senza alcun farmaco ovviamente.

Le principali sono: –

  • tecniche di rilasciamento miofasciale che consistono in digitopressioni graduali e profonde, statiche o dinamiche, esercitate su articolazioni, muscoli e area fasciale relativa al fine di indurre per via riflessa nervosa, un miglioramento della vascolarizzazione e della mobilità, una riduzione della tensione tissutale e una stimolazione dei naturali meccanismi antidolorifici interni;
  • mobilizzazioni articolari specifiche sostenute accoppiate a movimenti naturali (SNAGS)
  • manipolazioni articolari ad alta velocità (HVLA Thrust) utili per ottenere anch’esse per via riflessa nervosa, una riduzione delle tensioni muscolari, un aumento della mobilità articolare e una stimolazione neurale antidolorifica;
  • tecniche di dry needling o puntura a secco, cioè tecniche invasive intramuscolari eseguite su aree muscolari particolarmente tese e sintomatologiche al fine di ridurre la rigidità locale, ripristinare la mobilità e stimolare processi antinfiammatori e antidolorifici sia a livello del sistema nervoso periferico e centrale;
  • esercizi terapeutici posturali e tonici , semplici e pratici da eseguire in autonomia al lavoro e a casa, al fine di guadagnare ulteriori miglioramenti e mantenere i risultati nel tempo.

Generalmente sono sufficienti poche sedute (4-6) per miglioramenti evidenti e significativi.

La terapia manuale aiuta a ridurre o eliminare le restrizioni di mobilità e funzionalità articolare, neurale e miofasciale che sono causa diretta o indiretta di nocicezione periferica e irritazione del sistema nervoso, e favorisce l’ottimizzazione funzionale locale e a distanza, migliorando il controllo senso-motorio e posturale.

 

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